martedì 18 luglio 2017

Precursori 00009 - Cambio di rotta


Nelle sinagoghe più grandi si prega tutti i giorni, tre volte al giorno almeno, ed Eliyahu si recò alla Congregation Beit Simchat Torah per incontrarvi Shalita.

Shalita non era una donna molto devota, ma era lì insieme con Leviyah per concordare con uno scriba il testo e l'aspetto della ketubbah [il contratto di matrimonio - spesso riccamente miniato] con cui loro due si sarebbero sposate, e quando vide Eliyahu capì che era per una cosa seria.

Gli diede appuntamento fra un'ora, ed Eliyahu passò il tempo scrutando i libri nel negozio annesso alla sinagoga. Si rese subito conto che la sua cultura ebraica aveva bisogno di un aggiornamento, visto che ignorava completamente filosofi ebrei della caratura di Jacques Derrida, Hélène Cixous e Judith Butler, che in quegli scaffali figuravano insieme con il Talmud Babilonese e lo Shulchan Arukh [il più autorevole "testo unico" della legge religiosa ebraica].

In quel negozio non mancavano i libri che trattavano di ebraismo ed identità sessuale, e gli tornò in mente il pensiero che aveva represso il sabato precedente - e se Chana avesse voluto sposare una donna anziché un uomo? Comprò perciò un libro sulle famiglie lesbiche ebraiche ed un altro dedicato ai genitori ebrei ortodossi (anche lui lo era, seppur scomunicato) che hanno a che fare con figli omosessuali, bisessuali e trans.

In quel momento entrarono nel negozio Shalita e Leviyah, salutarono Eliyahu e gli chiesero la sua opinione sulla ketubbah che gli mostrarono.

"Già pronta? Quello scriba è un fulmine!"

"No, Eliyahu," rispose Shalita, "questa è una bozza fatta al computer. La versione ufficiale sarà una pergamena vergata con la penna d'oca".

"Magnifica!", disse Eliyahu, che si mise a leggere il testo del documento, ed osservò: "È una ketubbah egualitaria lesbica - non c'è un marito che compra la moglie, ma due persone di pari status, e genere non precisato, che si impegnano a vivere insieme, ad amarsi, ed a sostenersi per la vita. Mazal tov [Buona fortuna]!"

"Grazie!", rispose Shalita, ed Eliyahu disse: "Se mia figlia sposerà una donna anziché un uomo, so chi le preparerà la ketubbah. Grazie a voi!"

La voce di Eliyahu era quella di chi scherzava su una cosa che temeva, e Shalita disse: "Mar Eliyahu, di queste cose è meglio parlare a quattr'occhi, non le pare? Leviyah, ti spiace se io ed Eliyahu ti lasciamo sola un momento?"

A Leviyah non dispiacque, e quando poterono chiudersi in una saletta riunioni della sinagoga, Shalita chiese: "È sua figlia il problema, od un'altra cosa?"

"Cominciamo dall'altra cosa. I miei esperimenti sui demoni stavano diventando pericolosi, ed ho dovuto interromperli ed esorcizzare casa mia. Non ho ottenuto niente finora. Si può riprenderli in un laboratorio attrezzato e corazzato?"

"Che vorrebbe fare in quel laboratorio?"

"Ehm ..."

Shalita sorrise, ma rispose: "Un laboratorio per questo non ce lo daranno mai. Vediamo invece come sono andati gli esperimenti. Ha almeno tenuto un diario?"

Eliyahu rispose: "Tutte le preghiere e tutti i brani della Torah e della Mishnah sono stati inutili. Quello che avrebbe potuto portare Manhattan in Olanda non ha spostato un diavoluccio!"

Shalita disse: "Allora, non sono i demoni che ci interessano, ma i precursori d'anima umana che lei può far tornare ad essere. Se non si possono spostare i demoni ..."

"In fondo è meglio così", interruppe Eliyahu, "Se un demone è immobile, è più facile evitarlo".

"Appunto. Volevo però dire che forse vale la pena chiedersi se è possibile spostare i precursori già riumanizzati".

"Non so come seguirne i movimenti, e quindi non so se e come si possono spostare".

"Forse non è necessario seguirne i movimenti. Forse siamo in grado di spingerli dove vogliamo noi".

"E come?"

"Se lo ricorda il Salmo 122, 'Gioìi quando mi dissero: "Andiamo alla casa del Signore!"'?"

"Sì. Lei pensa che codesti precursori vadano in pellegrinaggio a Gerusalemme?"

"A stabilirsi a Gerusalemme, anche perché la tradizione ebraica vuole che la resurrezione dei morti inizi proprio dal cimitero sul Monte degli Ulivi. Non è previsto che un corpo risorga senza la sua anima, ma la tradizione cabalistica permette ad un corpo di ospitare più anime".

"Le anime successive alle volte aiutano l'elevazione spirituale, alle volte sono di disturbo e vengono chiamate 'Dybbuk'".

"Esatto. Immaginiamo che noi riusciamo a portare su Giove la macchina per il terraforming e quella per l'incarnazione. Potremmo offrire ad ogni anima un corpo tutto suo senza che aspetti la fine dei tempi".

"Credevo di essere teologicamente temerario, Shalita, ma lei ha idee più pazze delle mie", si complimentò Eliyahu.

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