venerdì 17 novembre 2017

Juno.00007.009 - Baraq - 009


Di Hera non si parlò più per un po', mentre Baraq cominciò una relazione a distanza con Teresa: la mamma l'aveva riportata a casa, anche per aiutarla a trovare un lavoro, ora che la possibilità di diventare monaca di clausura era sfumata, e quindi Baraq poteva soltanto contattarla per via telematica.

Teresa si comportava in modo molto spregiudicato - inviando foto e messaggi spinti, tanto che Baraq dovette avvertirla che lui non proteggeva il suo telefono (temeva che in caso di emergenza digitare il PIN facesse perdere tempo prezioso), e che era pericoloso perciò mandargli materiale del genere - ma non si doveva preoccupare perchè lui la voleva (e le voleva bene) lo stesso.

Un giorno però Baraq volle parlare a tu per tu con Juno e gli chiese: "Se io ho relazioni con più di una donna, tu che ne pensi?"

Juno rispose: "Lo sanno tutte quante? Sono tutte d'accordo? Altrimenti fai loro torto".

Baraq non volle rispondere, e Juno non volle insistere. Ma la situazione si faceva preoccupante: Baraq passava sempre più tempo a chattare, ed anche il rendimento sul lavoro ne risentiva.

Juno dovette dirgli: "Un bel ragazzo come te non dovrebbe lasciarsi sedurre da una ragazza all'altro capo di una chat. Se veramente non siete capaci di fare a meno l'uno dell'altra, perchè non inviti questa ragazza, e così vedete veramente se siete fatti l'uno per l'altra? Non vorrei che voi due fantasticaste per mesi e poi il vostro aspetto e comportamento vi delude".

Baraq rispose: "Questa ragazza dice che non può incontrarmi di persona, ma ama molto quello che ci scambiamo".

Rebecca, che era presente al colloquio rispose: "Baraq, qui gatta ci cova. Le donne sono molto più concrete in queste cose degli uomini, e mi pare improbabile che una donna che, a darti retta, ti scrive e manda parole e foto di fuoco, non voglia consumare il suo amore per te".

Juno aggiunse: "Non è che questa donna è sposata, e non vuole incontrarti perchè il marito considererebbe questo un tradimento? Tu mi hai detto che ti piacerebbero delle relazioni multiple, e forse questa donna ha la tua stessa idea, ma solo con una persona vuole avere l'intimità fisica".

"Qualcuno qui non è sincero", osservò brutalmente Rebecca, "E tu ti stai mettendo nei guai. Chiudi questa storia. Con Teresa come sta andando?"

"Bene. Ci siamo messi d'accordo per andare a trovarla a Nuoro".

"Resetta prima il cellulare ai valori di fabbrica", consigliò Juno, "Se Teresa non era d'accordo con quest'altra relazione, e magari non ne sapeva proprio niente, non deve rischiare di trovarne le prove!"

"Non c'è problema", rispose spavaldo Baraq, "Io ho due cellulari - uno dedicato a Teresa, l'altro all'altra mia amica. Se mi porto solo il primo cellulare a Nuoro, non corro rischi".

Juno apprezzò la precauzione di Baraq, ma ripetè l'esortazione di Rebecca: chiudere la seconda storia, perchè troppo fosca e pericolosa.

Il giorno dell'appuntamento, il ristorante 'Ohel Mo'ed' di Juno e Rebecca era chiuso, Baraq prese in prestito il furgone (Juno si raccomandò che Baraq non ripetesse la bravata del dormire dentro la cella frigorifera), e partì per Nuoro.

Nel farlo aveva lasciato il cellulare dedicato alla misteriosa amica a La Maddalena, in carica. Ad un certo punto squillò, e Rebecca andò a rispondere - voleva solo dire che doveva richiamare la sera perchè Baraq non c'era.

Ma quando guardò il display, rimase di stucco: era una videochiamata, e la videocamera del telefonino era puntata sul seno nudo della chiamante.

Rebecca era nuda anche lei, non si scandalizzava per questo, ma la voce della chiamante lei la conosceva - era quella di Simona, la madre di Teresa, ed il seno che vedeva sullo schermo era uguale (vestiti a parte) a quello che lei e Juno avevano visto quando era venuta a trovarli per riprendersi la figlia!

Rebecca non volle avviare la sua videocamera e disse: "Signora, Baraq è uscito ed ha dimenticato qui il telefono. Lo ritrova stasera. Arrivederci".

"Non sarebbe successo nulla se tu le avessi mostrato il seno", osservò Juno, e Rebecca si infuriò: "Juno, non è questo il momento di pensare alle mie tette! Hai capito chi ha chiamato?"

"Dalla voce e dalle curve", rispose Juno, "Simona, la madre di Teresa".

"Appunto! E quale madre si sogna di corteggiare il ragazzo della figlia?!?", osservò inviperita Teresa, e Juno, un po' infastidito, rispose: "Sia io che te siamo rei di incesto. Non possiamo rimproverare altri perchè lo praticano".

"Juno, sei in uno di quei momenti in cui ti fissi su una cosa e non si riesce a schiodarti da quella. Purtroppo è una cosa troppo grave ed urgente perchè io possa aspettare che il sonno ti abbia curato dalle ossessioni".

"Qual è il problema?", chiese Juno col tono di chi cade dalle nuvole, e Rebecca rispose: "Mi pare molto strano che la futura suocera corteggi il futuro genero. Come ho già detto, questa storia puzza molto, e mi viene il sospetto che Simona stia cercando di incastrare Baraq. E per questo sta impiegando tutto quello che ha".

"Incastrarlo per cosa?", chiese Juno e Rebecca rispose: "Se Simona riesce a dimostrare a Teresa che Baraq è un mascalzone che non ha una storia solo con lei?"

"Capito. Se Teresa non è poli, sicuramente rompe con Baraq", disse Juno, "Però perchè mai Baraq desidera sua suocera?"

"Forse non sa chi lo sta adescando", osservò Rebecca, ed aggiunse: "Forse è meglio stampare il selfie che ci siamo fatti quando è venuta Simona a riprendersi Teresa - se Baraq vede la foto e riconosce sua suocera, capisce in che guaio si è messo".

[Puntata seguente]

sabato 11 novembre 2017

Juno.00007.008 - Baraq - 008


Il servizio ai clienti non fu degno di nota: tutti mangiarono volentieri, e quelli che tendevano ad essere molesti erano stati rieducati oppure banditi - ne restavano comunque abbastanza per sostenere economicamente il ristorante.

Terminate le pulizie, Rebecca chiese a Juno: "Puoi parlarmi di Hera?"

"La mia sorella gemella. Abbiamo studiato nella stessa università, lei psicologia, io giurisprudenza. Condividevamo l'appartamento, ed una sera pure il letto".

"Come accadde?"

"Ci siamo trovati a studiare il medesimo argomento - l'incesto tra adulti consenzienti - dai nostri rispettivi punti di vista. Non riuscivamo a credere che meritasse la criminalizzazione e demonizzazione che ne facevano i nostri futuri colleghi. Come fratello e sorella avevamo già una grande intimità - simile a quella che abbiamo noi in questa famiglia naturista ..."

"Vuoi dire che eravate abituate ad essere nude l'una accanto all'altra?", chiese Rebecca, e Juno rispose: "Fin da bambine. Questo non ci aveva mai turbato. Ma quel giorno volemmo provare se veramente l'incesto faceva così male".

"Che accadde?", chiese Rebecca, e Juno rispose: "Cominciammo con un bacio, e questo non ci sconvolse, anzi ci piacque. Continuammo succhiandoci il seno a vicenda (fu allora che cominciai ad erotizzare il mio seno ed a volerlo ingrandire), e terminammo con il 69 - con l'ingoio".

"Nient'altro?"

"Lei si dichiarò vergine, e forse aveva paura di concepire. In ogni caso fu magnifico", rispose Juno.

"E poi?", chiese Rebecca, e Juno rispose: "Lo facemmo anche altre volte, ma ogni volta sentivo sempre più forte il desiderio di cambiare il mio corpo. Ad Hera questi incontri erotici piacevano, ma la mia sempre maggior disforia di genere la turbava, ed alla fine decise di troncare".

"E tu che hai fatto?", chiese Rebecca, e Juno rispose: "Se non voleva, non si faceva. Avevo poco da insistere - e la disforia turbava anche me, per cui anch'io decisi di smettere".

"Siete tornate ad essere 'normali' sorelle, dunque?", congetturò Rebecca, e Juno rispose: "Sì. Ci laureammo entrambi ed iniziammo il tirocinio - però in città diverse. Non lo avevamo scelto, ma ci andava bene".

"Non vi siete più viste?"

"Ai nostri rispettivi matrimoni", disse Juno, "Hera era contenta del marito, ma si rese conto che tra me e mia moglie ci sarebbero stati dei problemi".

"Sapeva già che non avreste avuto figli?"

"Si era resa conto che la mia disforia persisteva, e che mia moglie non era preparata ad affrontarla", rispose Juno, "E se le occasioni per concepire sono poche, avere figli non è così facile".

"Lei è psicoterapeuta, hai detto", osservò Rebecca, "Non ha cercato di aiutarvi?"

"Un terapeuta non può prendere in carico dei parenti", rispose Juno, "L'analisi che Sigmund Freud fece alla figlia Anna è considerata l'esempio da non imitare; e l'aver avuto rapporti sessuali insieme preclude un rapporto analitico".

"Hmm ... non è che lei si ritenesse colpevole di quello che stava accadendo?", chiese Rebecca, "Hai detto che hai cominciato a soffrire di disforia di genere quando sei andata a letto con lei".

"No", rispose Juno, "Lei era troppo intelligente per non capire che era stata solo la miccia - ma la carica esplosiva era accantonata da prima che io nascessi".

"Spiegati meglio", chiese Rebecca, e Juno precisò: "La disforia di genere e la tendenza ad imitare le persone che si amano sono sintomi comuni nella Sindrome di Asperger - è stata lei a diagnosticarmela, dopo l'esame di stato, ripensando a questi incontri".

"La diagnosi te l'ha data, ma l'aiuto no", osservò Rebecca, e Juno ne convenne.

"Peccato. Avrei voluto conoscere tua sorella", disse Rebecca, e Juno rispose: "Forse ne avrai l'occasione".

sabato 4 novembre 2017

Juno.00007.007 - Baraq - 007


La mamma di Teresa accettò, ed alle undici si presentò puntuale al ristorante. Juno, Rebecca e Teresa erano vestiti questa volta (Baraq aveva preferito declinare l'invito), e le fecero trovare il pranzo pronto. Dopo i convenevoli di rito, che iniziarono con un "Piacere, Simona", la mamma di Teresa, che si chiamava appunto Simona, chiese: "Come mai si chiama così questo ristorante?"

"Ohel Mo'ed'?", chiese Juno, che rispose, "Nella Bibbia ebraica significa 'Tenda dell'incontro', quella in cui era custodita l'Arca del patto, si manifestava l'Eterno e Gli si rendeva culto finché gli israeliti erano nel deserto. Diodoro Siculo riferisce che fenici e cartaginesi, cugini degli ebrei, avevano in ogni accampamento militare una 'tenda sacra', che dev'essere stata il modello della tenda biblica".

"È dunque un ristorante kasher?", chiese Simona, e Juno rispose: "Non abbiamo la certificazione, ma serviamo solo cibi vegetali crudi, che sono quasi sempre kasher. Per garantire il cliente, la cucina è separata dalla sala da pranzo da una vetrata, così il cliente verifica personalmente quello che gli serviamo".

"È un ristorante naturista?", chiese un po' preoccupata Simona, e Juno rispose: "Sì, e questo ci rende impossibile chiamare un rabbino per rilasciarci la certificazione, e ci impone di servire solo cibi che chiunque può verificare con i propri occhi che sono kasher".

"O mamma mia!", disse Simona, e Rebecca indicò un cartello con su scritto: "Vi auguriamo il buon appetito se: 1. Non portate a tavola cellulari o macchine fotografiche; 2. Vi mettete un asciugamano sulla sedia (se ve lo siete dimenticato ve lo vendiamo) per la vostra ed altrui igiene; 3. Non fate nulla che possa essere interpretato come una molestia - anche guardare insistentemente una persona nuda è molesto. Chi non merita il buon appetito viene cacciato, paga il conto lo stesso, e viene segnalato alla Federazione Naturista Internazionale".

Simona si mostrò un po' tranquillizzata, e Rebecca le chiese: "Lei che mestiere fa?"

"Psicoterapeuta. Il mio caposcuola è Peter Fonagy".

"La signora se ne intende!", disse ammirata Juno; Simona le chiese: "Lo conosce?"

"Mia sorella Hera è una psicoterapeuta anche lei, che tenta il sincretismo tra la teoria delle relazioni oggettuali e quella junghiana degli archetipi", spiegò Juno, "Lei dice, insomma, che un archetipo è una relazione oggettuale prevalentemente innata anziché prevalentemente frutto dell'esperienza, come quelle di cui si occupano Otto Kernberg e Peter Fonagy, tra gli altri".

"Marie-Louise Von Franz paragonava l'archetipo ad una gestalt", osservò Simona, "sono tutti modi di attualizzare e precisare un concetto che Jung aveva lasciato troppo vago".

Rebecca fu molto stupita: Juno non le aveva mai parlato di Hera! Non era stata nemmeno invitata alla loro unione civile! Non appena Simona chiese di andare in bagno (aveva fatto un lungo viaggio), Rebecca chiese a Juno: "Perché non mi hai mai parlato di Hera?"

"Abbiamo fatto cose di cui mi pentirò sempre", rispose Juno, e Rebecca pensò: "Ma sono finite a letto insieme?!? Beh, questo spiegherebbe tante cose, ma devo accertarmene ed approfondire!"

Simona, tornata dal bagno, vide che era quasi mezzogiorno e disse: "Immagino dobbiate aprire il ristorante ...", e Rebecca aggiunse: "Sì, e dobbiamo anche spogliarci. Non possiamo pretendere che i clienti siano nudi se non siamo nude anche noi. Se lei vuole restare, può andare in camera da sua figlia".

"Vorrei conoscere Baraq", disse Simona, "Il ragazzo con cui è stata mia figlia stanotte", e Rebecca disse: "Non se l'è sentita di incontrarla formalmente, ma fra poco si spoglia e scende ad aiutarci. Così vedrà se sua figlia ha avuto buon gusto!"

Simona rise, ma pensò che fosse meglio lasciar campo libero ai naturisti, ed andò in camera da Teresa - ci entrò prima che Baraq scendesse nel ristorante, e perciò non lo incontrò.

venerdì 3 novembre 2017

Juno.00007.006 - Baraq - 006


Mentre Teresa andava in camera a prendere il cellulare e chiamare la mamma, Rebecca disse a Juno: "Tesoro, Teresa mi pare bi".

"Come fai a saperlo?"

"Mi guardava come mi guardano di solito le lesbiche, e se è andata a letto con Baraq, concludo che lei desideri perlomeno uomini e donne cis", rispose Rebecca.

"È un problema?", chiese Juno, e Rebecca rispose: "No. Ma ho il sospetto che lei sia prevalentemente attratta dalle donne, poco attratta dagli uomini, e questo le abbia fatto credere che il voto di castità fosse facile da mantenere".

"Se l'avessero trovata a letto con un'altra monaca sarebbero stati grossi guai per entrambe", disse Juno, e Rebecca precisò: "Si vede che non hai mai preso un inibitore del testosterone! È più facile per una donna mantenere il rapporto con colei che ama su un piano amicale - un occhio esperto noterà che l'amicizia è più coinvolgente del solito, ma le due donne potrebbero sentirsi appagate anche senza conoscersi mai carnalmente!"

"Ed anche se una si masturba pensando all'altra", osservò Juno, "in confessione deve solo dire che si è procurata un orgasmo da sola".

"Esatto", rispose Rebecca, "Una donna Kinsey 5 può passare la vita in un convento di clausura appagata dalla compagnia delle consorelle, senza fare con loro mai nulla di proibito. Per una donna Kinsey 1 sarebbe molto più difficile".

"Ma è arrivato Baraq, che ha sconvolto i piani di Teresa", concluse Juno.

In quel momento rientrò Teresa in cucina, che disse a Juno e Rebecca: "Mia madre vorrebbe conoscervi - voi due e Baraq".

"La invitiamo a pranzo", disse Rebecca, "Ora sono le otto, alle undici pranziamo e poi serviamo i clienti. Le va bene mangiare alle undici, o è pretendere troppo?"

mercoledì 1 novembre 2017

Juno.00007.005 - Baraq - 005


Quella notte Juno e Rebecca, Baraq e Teresa dormirono - e non solo. La mattina dopo Teresa quasi svenne entrando in cucina, dove Juno e Rebecca stavano preparando la colazione come mamma le aveva fatte (nel caso di Juno, il chirurgo aveva dato una gran mano).

Juno, raggiungendo l'accappatoio, disse a Teresa: "Scusa, siamo una famiglia naturista e siamo abituate a stare nude in casa. Anche Baraq sta nudo quando è insieme con noi".

"Beh, ho rotto un gran tabù stanotte", osservò Teresa, "Posso rompere anche questo", e lei si spogliò prima che Juno potesse rivestirsi.

"Di che ordine sei novizia?", chiese Rebecca, e Teresa rispose: "Carmelitana scalza. La spiritualità teresiana mi attira molto, ma stanotte ho scoperto che non ne sono all'altezza".

"Esiste l'ordine secolare", osservò Juno, "Puoi sempre entrare in esso".

"Dovrò pensarci", disse Teresa, "Non avrei mai immaginato di poter amare un ebreo".

Piccata Juno chiese: "Perchè?"

"Per la diversa fede", rispose Teresa, "Anche se non sono responsabili della morte di Gesù, hanno comunque respinto il suo messaggio".

"Sono ebrea anch'io", osservò Juno, "E molte delle cose che i Vangeli attribuiscono a Gesù hanno il loro corrispondente nella letteratura rabbinica - in molte cose posso riconoscere in Gesù il mio maestro. Non posso ritenerlo però di natura divina, e le persecuzioni che gli ebrei hanno subìto ad opera dei cristiani purtroppo hanno creato un abisso tra le due religioni. Si è fatto molto per migliorare i rapporti tra ebrei e cristiani, ma non si può pretendere che noi aderiamo al cristianesimo".

Teresa chiese: "Se sei ebrea, com'è che sai dell'esistenza di un ordine secolare carmelitano?"

"Sono ebrea per scelta", rispose Juno, "Del mio percorso ha fatto parte l'adesione a quell'ordine secolare. La cosa curiosa è che Teresa di Gesù era nipote di un marrano, mentre Giovanni della Croce discendeva da una famiglia di conversos".

"Cosa sono i marrani ed i conversos?"

"Nel 1492 gli ebrei di Spagna dovettero scegliere tra l'esilio e la conversione al cristianesimo", spiegò Juno, "Molti si convertirono, ma furono sospettati per molto tempo di essere rimasti ebrei dentro e di praticare il cristianesimo per finta, tant'è vero che fino al 1870 i cristiani discendenti di convertiti dall'ebraismo e dall'islam, o che non potevano dimostrare il contrario (per esempio, perchè trovatelli), subirono serie discriminazioni in Spagna e Portogallo. 'Convertito' in spagnolo si dice 'converso', e tutti questi 'nuovi cristiani' furono chiamati così; quelli che in segreto praticavano riti ebraici e cercavano di dare un'istruzione ebraica ai loro figli furono chiamati 'marranos', cioè 'porci' oppure 'erranti' (dipende dall'etimologia attribuita alla parola), e qualora scoperti dall'Inquisizione rischiavano il rogo".

"Ammetto che non ci siamo sempre comportati in modo esemplare", disse Teresa, e Juno rispose: "Grazie. Sono le cose che succedono quando si pretende che le persone di una nazione pratichino per forza una religione soltanto".

"Pensi che sia possibile un matrimonio tra un ebreo ed una cristiana?", chiese Teresa, e Juno rispose: "In generale, sì. In America più della metà degli ebrei ha sposato un non ebreo o non ebrea, ed i loro matrimoni non sono peggiori degli altri. Nel tuo caso, il problema mi pare un altro: hai conosciuto Baraq solo stanotte, e mi pare presto per dire che lui è l'uomo della tua vita. Ricordati che poco ci è mancato che voi due moriste insieme! Un marito non deve mettere a repentaglio la vita della moglie!"

"Posso farti una domanda personale?"

"Se vuoi chiedermi se sono trans, tu stessa hai visto che sono stata assegnata alla nascita al sesso maschile, e che i miei genitali sono ancora quelli, anche se il mio aspetto è mutato e legalmente ora sono una donna. Io e Rebecca siamo unite civilmente - in un altro paese del mondo ci saremmo sposate. Spero che questo non ti scandalizzi".

"Mi stupisce", rispose Teresa, "Non ho mai incontrato una coppia come voi. E credo che vi amiate molto".

"Sì", rispose Juno, "L'amore non conosce barriere nè di fede nè di genere. Nemmeno Rebecca è ebrea, tra l'altro".

"Sono finita in un mondo del tutto diverso da quello in cui sono cresciuta", osservò Teresa, e Juno disse: "Se vuoi interrompere il noviziato, devi dirlo a qualcuno".

"Per cominciare lo devo dire a mia madre", disse Teresa, "E non so se la prenderà bene o male. Mi ha sempre ostacolato nella mia vocazione, anche perchè sono figlia unica e vorrebbe che io la rendessi nonna".

"È una cosa triste che capita anche a molte persone omosessuali", osservò Juno.

"Dirlo alla madre badessa sarà in confronto più facile", disse Teresa, "Sicuramente si sentirà delusa da me, ma lei insiste molto che si può entrare in monastero solo se si sente una vera vocazione - e si rifiuta di giudicare le vite altrui: lei dice che Dio trova in ogni persona qualcosa di buono, e che lei non deve allontanare le persone da Dio".

"Bel discorso", osservò Juno, e Teresa disse: "Ora mi conviene vestirmi ed andare da mia madre. Sicuramente si sarà accorta che non sono tornata a casa delle mie amiche, e si starà chiedendo che mi è successo".

"Chiamala al cellulare!", disse Juno, e Teresa rispose: "Sicuramente ha già provato a cercarmi, ma avevo spento il telefono prima di entrare nel famoso furgone. Ora le annuncio la lieta novella".

martedì 31 ottobre 2017

Juno.00007.004 - Baraq - 004


Quel pomeriggio il tempo era buono, e molte persone vennero al campo nudista di Juno, tra cui molte donne di tutte le età con le loro figlie ed i loro figli; Juno notò che Baraq mostrava una certa attrazione verso di loro, ma non faceva nulla di sbagliato, e pensò che lui avesse superato la prova.

La sera, però, dopo aver servito il cibo alle clienti, ed essersi seduto a tavola con Juno, Rebecca, Dina (anche loro come mamma le aveva fatte), chiese sottovoce a Juno se c'era una discoteca vicino a La Maddalena.

"C'è, è proprio nell'isola, e fra poche ore apre", rispose Juno, e strizzandogli l'occhio aggiunse: "Beato te che sei giovane e dopo aver lavorato tanto hai voglia di ballare!"

Rebecca sorrise e disse a Juno: "Però la discoteca, pur essendo nell'isola, non è vicina. Gli devi prestare il furgone".

Juno aggrottò perplesso il viso e disse: "Va bene, Baraq, te lo presto. Però ... però ... ti chiedo di non far entrare nessuno nella cella frigorifera".

"Perchè dovrei farlo?", chiese stupito Baraq, e Juno rispose: "Il problema è che la cella frigorifera è piccola ed a chiusura ermetica. Si può aprire dall'interno, è vero, ma rischiate di morire soffocati prima che vi venga in mente di aprirla. Non voglio questo!"

"D'accordo", disse Baraq alzando gli occhi al cielo, "Grazie per le chiavi".

Juno non fu molto convinta, e dopo aver sparecchiato e lavato i piatti, aprì l'applicazione che localizzava i furgoni della famiglia. Sapeva che la discoteca apriva a mezzanotte, e quindi Juno e Rebecca poterono fare l'amore prima di mettersi a controllare che accadeva al furgone prestato a Baraq.

Verso l'una del mattino l'applicazione segnalò che era stata aperta la cella frigorifera, e subito dopo richiusa, e Juno disse: "Come volevasi immaginare! Vado a salvare quegli scriteriati!"

Rebecca disse: "Posso venire anch'io?"

"E come?"

"Con il tandem", rispose Rebecca, "Ti ricordi le pedalate che facevamo per Bosa con quello prima di sposarci?"

"Fa un po' ridere una coppia della nostra età che va in discoteca con il tandem", osservò Juno, e Rebecca disse: "Io sono appena laureata! Sei tu che sei in pensione!"

"Va bene, amore", rispose Juno, "Penseranno che sono una pedofila lesbica", e Rebecca disse: "Ed io la 'femme' che ti ha accalappiato con il suo superiore fascino".

Le due donne salirono sul tandem e pedalarono fino alla discoteca, con Juno dietro che faceva fatica a far stare i suoi enormi seni tra il suo petto e la schiena di Rebecca, la quale scherzava strillando: "Aiuto, mi molestano tettualmente!", e Juno rideva tanto che non c'era bisogno di suonare il campanello per allontanare i pedoni.

Una volta nel parcheggio della discoteca, il furgone fu subito individuato, Juno e Rebecca parcheggiarono il tandem lì vicino, e Juno aprì la cella frigorifera con la sua chiave - come previsto, trovò dentro Baraq con una ragazza dentro un sacco a pelo.

Baraq e la ragazza si svegliarono quando Juno puntò una torcia contro di loro, e Rebecca disse: "Venite a casa nostra. Avete rischiato di morire!"

Juno strillò a Baraq: "Hai tradito la mia fiducia! Non ti avevo detto di non trasformare la cella frigorifera in alcova?!?"

Rebecca si avvicinò alla ragazza e le chiese: "Come stai?"

"Mal di testa", rispose lei, e Rebecca disse: "Conta le mie dita!"; la ragazza rispose (correttamente): "Quattro"; Rebecca disse: "Riesci ad alzarti e ad uscire da qui con le tue gambe?", e la ragazza, pur stordita, ci riuscì.

"Chiamo Giaele", disse Juno, "E facciamo uscire questi due imbranati! Baraq, se non esci con le tue gambe ti caccio fuori a calci!" - e Baraq, per sua fortuna, potè obbedire.

Giaele venne, esaminò i due e disse: "L'avvelenamento sembra essere stato lieve, e per fortuna era da biossido di carbonio (per aver respirato al chiuso), e non dal ben più pericoloso ed insidioso monossido di carbonio (per aver bruciato qualcosa al chiuso). Non ci sono sintomi che giustifichino il chiamare il 118, il che risparmia a tutti un grande imbarazzo".

"Io lo farei solo per mandare Baraq in galera!", strillò Juno, e Giaele rispose: "Chi gli ha prestato il mezzo con cui ha messo due vite a repentaglio? Oltretutto, essendo un mezzo aziendale, non dovrebbero salirvi degli estranei".

Rebecca ribattè: "Juno ha diffidato Baraq davanti a me dal far entrare delle persone nella cella frigorifera, spiegandogli anche perchè era pericoloso, quindi la responsabilità è tutta di Baraq, che sapeva quello che faceva. Potremmo licenziarlo in tronco per questo!"

"Scusate", disse la ragazza che era con Baraq, "Ora sto meglio e do ragione alla dottoressa: non è necessario chiamare il 118, e questo mi risparmia di dare delle spiegazioni. Anche per proteggermi Baraq ha proposto di farlo nella cella frigorifera, così non mi avreste visto".

"Sei sposata, fidanzata, o cose del genere?", chiese Juno, e la ragazza rispose: "Novizia di un convento. Baraq voleva convincermi che non era vita per me, e c'è riuscito!"

Tutte scoppiarono a ridere, e Juno disse: "Quand'ero giovane mi fu raccontato del caso di una suora ricoverata in ospedale con pezzi di tubo al neon dentro la vagina. Mi sa che Baraq ti ha salvato l'organo!"

La ragazza scoppiò a ridere e disse: "Se avessi preso i voti avrei fatto quella fine".

"Sentite, devo tornare alla base militare", disse Giaele, "Vi conviene andare a casa, e mettere i due baldi giovanotti a letto. Non credo che gli succederà nulla, e visti i bollenti spiriti di tutti quanti, tenete le finestre aperte con il vasistas!"

Juno salì sul tandem da solo, Rebecca si mise al volante del furgone per portare i due giovanotti a casa e chiese alla ragazza: "Come ti chiami? Io sono Rebecca, e mia moglie si chiama Juno".

"Piacere. Io sono Teresa".

domenica 29 ottobre 2017

Juno.00007.003 - Baraq - 003


La prima settimana, in cui Juno accompagnava Baraq dal grossista, andò benissimo, e Baraq si dimostrò rapido e bravo nell'imparare a scegliere la frutta; venerdì mattina, mentre tornavano, Baraq però chiese a Juno: "Sarò sempre il vostro autista?"

"Se te la cavi, ti faremo fare anche il cameriere nel nostro ristorante. Ovviamente, nelle mattine in cui hai guidato il mezzo ti facciamo riposare".

"Meno male. Se non mi fate lavorare molte ore la settimana, certo mi pagate poco".

"Ovvio", rispose Juno, "Ti spiego: io insegno alcune ore la settimana a Mariscuola, la scuola militare sottufficiali di marina de La Maddalena, mia moglie ha appena vinto il concorso di ufficiale di Marina. Lei è ingegnera, ed è stata incaricata di dirigere alcuni lavori di ampliamento della base militare".

"Lei non dovrebbe parlare con me di queste cose", rispose Baraq, "Io sono un civile, ed avendo militato in un esercito straniero, dovrei essere 'sospetto'".

"Sono notizie già riportate dai giornali", rispose Juno, "Ma ora che mi ci fai pensare, dirò a mia moglie di non portarsi il lavoro a casa e di tenere tutto sotto chiave".

"Meno male", rispose Baraq, "Se succede qualcosa, sono il primo di cui sospetterebbero gli inquirenti ed i servizi segreti".

"Faremo in modo che tu non sappia null'altro", rispose Juno, "Il problema che riguarda me e te è che mia moglie non potrà più occuparsi del ristorante, e ci serve un sostituto. Se sei bravo, potresti diventare anche aiuto non-cuoco".

"Aiuto non-cuoco?"

"Il nostro è un ristorante crudista", rispose Juno, "ed ... abbiamo deciso di annetterlo al nostro campo nudista. I clienti saranno nudi, ed anche il personale lavorerà come mamma l'ha fatto. È un problema per te?"

"Per me no, per il mio membro forse", rispose ridendo imbarazzato Baraq.

"Per prima cosa", disse Juno, "è estremamente raro che si verifichi un'erezione in un locale nudista. Tu tieni sempre in braccio un tovagliolo, e se proprio accadesse, ti copriresti con quello".

"Lo so già", rispose Baraq, "Nell'esercito la doccia è comune, e non la facciamo con la camicia. Quello che temo è che notino che il mio membro non è uguale a quello degli altri".

"Ecco", rispose Juno, "Se qualcuno lo nota se lo tiene per sè. In un campo nudista sono vietati gli approcci sessuali, ed anche i commenti sul corpo degli altri sono classificati come molestie. Chi le fa viene espulso e segnalato alla Federazione Naturista Internazionale".

"Questo mi rassicura un po'", rispose Baraq, e Juno avvertì: "Non mi aspetto solo che tu non ci provi con le clienti (od i clienti - il tuo orientamento sessuale non mi importa), mi aspetto che tu ammonisca chi fa qualcosa di sbagliato, e difenda le vittime di avances - chi le vittimizza lo devi denunciare a me perchè io lo possa espellere e segnalare".

"Non potrei passare un giorno nel campo nudista per vedere se sono all'altezza di tutto questo?", chiese Baraq, "Se io sembro solo un cliente molesto non comprometto la vostra immagine come accadrebbe se io fossi un cameriere molesto".

"Magnifico suggerimento!", disse Juno, "Vuoi provare oggi pomeriggio?"