lunedì 24 luglio 2017

Precursori 00015 - Mikveh Israel


L'incontro avvenne a casa di Eliyahu "be-Motzey-Shabbat", dopo la fine del sabato. Bruryah, la moglie di Eliyahu, aveva preparato una magnifica cena, succulenta e kasher, e gli ospiti Andrew e Shimeon le fecero i complimenti, non solo per il gusto, ma anche per il valore nutrizionale dei cibi in tavola. Come diceva Eliyahu, aveva sposato sua moglie per la cucina, e questo continuava a sostenere il loro matrimonio.

Bruryah, dopo la cena, mise i piatti in lavastoviglie insieme con Eliyahu, e poi si scusò con gli ospiti - la sera andava a letto presto per svegliarsi presto la mattina.

Dal punto di vista strettamente tecnico, l'incontro fu molto proficuo: Eliyahu spiegò come si dovevano attirare i precursori, come distinguerli tra maschili e femminili (e perfino come indurre eventuali transizioni, se il rapporto tra i generi risultava troppo sbilanciato), come immagazzinarli, ed infine come mescolarli in modo da unirli creando anime vere e proprie da inserire nell'utero artificiale già messo a punto.

Mentre Eliyahu parlava, Andrew e Shimeon prendevano appunti, e subito dopo discussero codesti appunti con Dvora (che doveva garantire che materiali e componenti resistessero ad un viaggio spaziale, e che l'astronave quel viaggio lo potesse fare) e Chana (l'astronave sarebbe stata senza equipaggio, ed il successo della missione lo si doveva perciò affidare al software di bordo).

Smarcati tutti i problemi tecnici, ne rimase solo uno intrattabile: come mantenere liquida l'acqua che doveva contenere i precursori maschili e femminili.

Eliyahu diceva: "La scaldiamo", e Dvora obbiettava: "Con quale energia?"

"Col calore residuo dei razzi!"

"Papà, un'astronave non è un automobile, che si muove solo finché è acceso il motore; un'astronave, una volta inserita nella rotta desiderata, spegne i motori e va avanti per inerzia fino alla prossima correzione di rotta. Inoltre, una volta uscita dall'orbita terrestre, l'astronave userà motori ad effetto Halle, senza combustione né produzione di calore. Per tenere liquida quell'acqua ci vorrà una fonte di calore apposita, che dovrà funzionare per cinque anni, e più".

Mentre discutevano di queste cose, Bruryah si era alzata dal letto per prendere un bicchier d'acqua, sentì quello che dicevano, bussò alla porta del salotto e disse: "Eliyahu, sei proprio sicuro che sia necessario che l'acqua sia liquida?"

"E come mescoliamo altrimenti le acque maschili con quelle femminili?", rispose il marito, e Bruryah rispose: "Io non sono un'ingegnere aerospaziale come Dvora, e dell''halakhah' [la legge religiosa ebraica] conosco solo l'indispensabile per preparare cibo kasher e purificarmi dopo il ciclo. Come ci purifichiamo noi ebree dopo il ciclo? Immergendoci in un 'mikveh' [bagno rituale], che deve contenere soltanto acqua naturale".

"In cosa è rilevante un mikveh con quello che stiamo facendo?", chiese Shimeon, e Bruryah, con gli occhi lucidi, rispose: "Acqua naturale non vuol dire non gassata, vuol dire in questo caso che non deve essere stata spinta da una pompa o sollevata con un secchio. Molti anni fa un rabbino newyorkese si fece spiegare dai responsabili dell'acquedotto cittadino quali quartieri ricevevano l'acqua per caduta, e quali avevano bisogno di una pompa - nei primi si poteva costruire un mikveh, negli altri no".

"Mamma, vieni al punto", chiese Chana, e Bruryah rispose: "Un rabbino un giorno si trovò di fronte ad un problema spinoso: tutta l'acqua potabile disponibile era passata per una pompa. Come ripristinare il suo stato naturale?"

"Boh", rispose Dvora, e Bruryah riferì la soluzione: "Fece congelare l'acqua e poi sciogliere il ghiaccio. L'acqua di disgelo era equivalente all'acqua piovana. Perfettamente idonea per un mikveh".

Andrew cadde riverso sulla poltrona dicendo: "Porca miseria, perché non ci abbiamo pensato subito?"

Shimeon rise e disse: "Chiediamo a Strauss [il più famoso fabbricante di gelati israeliano - produce su licenza anche i gelati Algida] di costruire la macchina che attira i precursori".

"Spiegatevi meglio", disse Eliyahu, che non voleva che si prendessero decisioni sopra la sua testa.

Dvora provò a spiegare quello che avevano in mente Andrew e Shimeon: "Papà, se le acque maschili e femminili non sono allo stato liquido, ma solido, non come un blocco di ghiaccio, ma come un gelato, perchè i cristalli di ghiaccio sono separati dall'aria, è un problema per i precursori?"

Eliyahu ci pensò un attimo e rispose: "No, affatto. L'idea della mamma è geniale. Ci risolve il problema del riscaldamento, anche se penso aumenti quello dell'ingombro".

Andrew disse: "Hai detto tu stesso che non c'è limite alla densità di spiriti per unità di volume o massa. Come li concentriamo?"

Eliyahu: "Per distillazione. Si trasforma l'acqua in vapore, e lo si fa passare per una camera d'oro con un filtro d'oro alla fine. Il filtro raccoglie i precursori, e quello che ha avuto bisogno di migliaia di litri d'acqua per accumularsi viene lavato via da poche gocce".

Shimeon disse: "Strauss produce anche caffè. Può produrre un distillatore, o farsi aiutare da una distilleria di liquori, visto che è una grande industria alimentare, senza destare sospetti".

Dvora aggiunse: "Papà, dici che i serbatoi devono essere d'oro zecchino. Mi dici qual è lo spessore minimo dell'oro? L'idea mia è quella di farli invece in titanio con rivestimento interno d'oro a 24 carati, per renderli più leggeri e robusti. Devono restare in orbita per un tempo indefinito, ed arrivare a Callisto poi con un viaggio di cinque anni!"

Eliyahu rispose: "Sette millimetri. Credo che abbiamo ora risolto tutti i problemi".

"Pressappoco", rispose Shimeon, "In progetti come questi i problemi continuano ad emergere finché non si dice 'Basta'".

[Puntata seguente]

domenica 23 luglio 2017

Precursori 00014 - Nuovo gruppo di lavoro


Eliyahu poteva dirsi abbastanza contento di quello che aveva fatto: i demoni nati dal sesso non procreativo stavano ritrasformandosi, grazie alle preghiere recitate da molti, ebrei e non ebrei, in precursori d'anime, ed il problema ora era quello di immagazzinarli in attesa di dare loro l'occasione di congiungersi ed incarnarsi.

Shalita, ormai agli ultimi mesi di gravidanza insieme con Leviyah, informò Eliyahu di alcuni cambiamenti nella missione: l'idea di terraformare l'intero pianeta Giove era stata abbandonata, in quanto si era rivelato impossibile con le tecnologie attuali eliminare le potenti radiazioni ionizzanti che quel pianeta emana. L'esperienza di laboratorio non era stata però vana, e si pensava di terraformare ora uno dei satelliti di Giove - Callisto.

"Avevo provato ad informarmi", commentò Eliyahu, "ed avevo letto che infatti Callisto era il candidato più probabile alla colonizzazione umana, essendo le radiazioni lì presenti a livello superiore a quello terrestre, ma comunque gestibile con le tecnologie attuali".

"La macchina terraformatrice è composta di quattro parti del peso di 6000 libbre l'una [2721,554 Kg], ognuna quindi di peso inferiore a quello della sonda Juno, che pesa quasi 8000 libbre [3628,739 Kg]. Una volta in orbita su Callisto, le quattro parti si congiungeranno e scenderanno sul satellite. Ci vorranno 5 anni per far arrivare le parti in loco, e Callisto verrà resa abitabile in 1000 anni circa".

"Avete un'enorme pazienza", commentò Eliyahu, e Shalita rispose: "Più che altro, abbiamo poco denaro. Le missioni spaziali sono poco popolari ed ogni anno la NASA perde fondi".

"La macchina incarnatrice?" Chiese Eliyahu, e Shalita rispose: "L'utero artificiale è pronto. Funziona benissimo con i vitelli, e la gestazione di un vitello è complessa come quella umana. Ora tocca a te trasformare i calici con i setti che hai usato finora in camere fecondatrici che eseguano fecondazioni a ciclo continuo".

"E magari pronte per essere portate nello spazio", disse Eliyahu, e Shalita aggiunse: "Sarebbe utilissimo".

Eliyahu decise di parlarne quella sera con le figlie Chana e Dvora. Chana, ingegnere software, preferì tacere; Dvora, ingegnere aerospaziale, dopo aver ascoltato attentamente il babbo, disse: "È fattibile, ma per progettare le 'camere fecondatrici' sarebbe meglio rivolgersi ad un ingegnere chimico, o meglio ancora biomedico. Non è la stessa cosa mescolare carburanti e comburenti in un motore a razzo, ed 'acque maschili' con 'acque femminili' per ottenere anime da incarnare".

"C'è però un problema da ingegnere aerospaziale, Dvora".

"Quale?"

"I precursori ottenuti dagli esorcismi stanno tutti recandosi in pellegrinaggio a Gerusalemme. Se non vengono catturati entro sette giorni e chiusi in un serbatoio come te l'ho descritto, si degradano nuovamente in demoni".

"Si rifà l'esorcismo per stare tranquilli?"

"Sì, ma preferirei che fosse costruito il serbatoio".

"Ce ne vogliono due", corresse Dvora, "secondo quello che mi hai detto - un serbatoio per i precursori maschili ed uno per quelli femminili".

"Esatto. L'idea mia è costruire una macchina che aspiri i precursori e li separi per genere, li intrappoli nell'acqua, e codeste acque maschili e femminili vengano rinchiuse ognuna nel proprio serbatoio".

"Ok, questo è un lavoro da ingegneri chimici".

"I serbatoi dovrebbero poi essere messi in orbita terrestre. Si prevede infatti di assemblare in orbita il razzo che porterà la macchina incarnatrice su Callisto. La stessa macchina incarnatrice verrà assemblata in orbita".

"Questo è uno spinoso problema aerospaziale. Dovrò parlare con il progettista dell'utero artificiale - mi hai detto che è già pronto".

"Il progettista è Shimeon, il marito di Andrew, il capocoro della Congregazione Beit Simchat Torah. Lui è ingegnere biomedico ed ha collaborato con Shalita nella progettazione dell'utero".

"Ed Andrew è ingegnere chimico", osservò Chana.

"Come lo sai?", chiese Eliyahu, e Chana rispose: "Ho contribuito allo sviluppo di un software per il controllo di processo in uno degli impianti chimici che dirige Andrew".

"Quindi possiamo fare l'astronave in famiglia", scherzò Eliyahu, ma Dvora riportò tutti alla realtà: "Se vuoi costruire un dispositivo che catturi i precursori, devi metterlo dove sono i precursori. Lo vuoi mettere sotto il Monte del Tempio?"

"E provocare un incidente internazionale perché il Waqf di diritto giordano che amministra la Spianata delle Moschee se ne accorge di sicuro e pianta una grana? No, basterebbe metterla nel sotterraneo della Knesset, il parlamento israeliano".

Dvora osservò: "È notorio che la Knesset è in enfiteusi su un terreno della Chiesa Ortodossa Greca di Gerusalemme. Se quella chiesa scopre che trasformate il sotterraneo in uno stabilimento, potrebbe piantarla lei la grana".

"Dettagli che sistemeremo", tagliò corto Eliyahu, e Dvora chiese: "E da dove facciamo partire i serbatoi per l'orbita terrestre? Da Cape Canaveral in Florida o da Kourou in Guyana?"

"Pensavo di usare la base militare da cui partono i satelliti israeliani Ofek", rispose Eliyahu, e Dvora rise così forte da cadere dalla sedia.

Dopo che Eliyahu e Chana l'ebbero aiutata a rialzarsi, Dvora si ricompose e spiegò: "Papà, Israele è un paese sfigatissimo per posizione geografica e mezzi economici. Il missile Shavit-2, con cui vengono lanciati gli Ofek, ha un carico utile di appena 350 Kg, e non si prevede che sia possibile aumentarlo a breve termine".

"Come mai?"

"Il problema principale è che Israele deve lanciare i suoi satelliti verso Ovest, anziché verso Est, e porli in un'orbita retrograda. Questo aumenta parecchio il carburante consumato nel lancio. Io mi farei però questa domanda: se non puoi usare un altro punto di partenza ..."

"No: se vengono portati fuori da Eretz Yisrael [l'Israele biblico], non c'è modo di impedire ai precursori di ritrasformarsi in demoni. Se invece vengono lanciati nello spazio da Eretz Yisrael, i serbatoi fanno il loro lavoro ed i precursori rimangono tali".

"... hai modo di ridurre il carico a meno di 350 Kg?"

Eliyahu ci pensò un attimo e rispose: "Sì. Gli spiriti non hanno forma, volume, massa, quindi non c'è limite teorico al numero che può essere catturato in un liquido di volume e massa data".

"Ora cominciamo a ragionare", disse Dvora ad Eliyahu, e continuò: "Mi procuri un appuntamento con Andrew e Shimeon? Il progetto deve essere fatto in collaborazione".

venerdì 21 luglio 2017

Precursori 00013 - Primi nati da donna


Eliyahu celebrò dunque il matrimonio tra Shalita e Leviyah, e le due spose si recarono per il viaggio di nozze in Israele, dove affrontarono una circostanza non prevista da Eliyahu: il loro ciclo non era ancora sincronizzato, per cui Shalita dovette conservare le sue "acque" in frigorifero (conservare il sangue senza prima ritrasformare i demoni in precursori era troppo pericoloso, le avvertì Eliyahu, consultato via Skype) finché anche Leviyah non ebbe il ciclo a sua volta.

Il risultato però fu eccellente: le due donne rimasero subito incinte, ed i test genetici consentiti dall'amniocentesi (a spese del Pentagono!) dimostrarono che Shalita era incinta di una bambina, e Leviyah di un bambino - e che entrambi erano geneticamente legati a loro due soltanto. Non erano state fecondate da un uomo.

Quando Eliyahu lo venne a sapere, si complimentò ma precisò: "Non sono un 'mohel = circoncisore'. Non posso pensarci io. Non è che lo può fare Shalita?"

Shalita obbiettò che la circoncisione rituale ebraica va fatta per forza l'ottavo giorno dalla nascita del bimbo - e se lei fosse stata ancora alle prese con il puerperio?

Ci doveva pensare un'altro - per fortuna Yaakov Bergman era anche ufficiale medico, non solo cappellano militare, e si offrì volentieri di circoncidere il bimbo, che avrebbe dovuto chiamarsi Benyamin; la figlia di Shalita sarebbe stata chiamata invece Rivka.

La notizia avrebbe dovuto rimanere segreta, ma si diffuse invece in un battibaleno - le coppie lesbiche avevano ora il modo di generare figli completamente loro.

E le coppie gay? Eliyahu disse: "Possono trattare il loro sperma come le donne il loro sangue mestruale - lo inseriscono nei calici con le medesime modalità", ed Andrew, il capo del coro della Congregation Beit Simchat Torah, e suo marito Shimeon, lo fecero.

Non avevano però loro degli uteri in cui inserire le "acque" reciprocamente fecondate - finché la macchina incarnatrice non era pronta, occorreva ricorrere alla Gestazione Per Altri.

Precursori 00012 - I calici della fecondazione


La settimana successiva al rientro nei ranghi della Marina come cappellano militare, Eliyahu si recò nell'ufficio di Shalita portando con sé una scatola trasparente da camicie con due calici d'oro dentro.

"Sei diventato un prete cattolico ed hai comprato due calici da comunione?", chiese scherzando Shalita, ed Eliyahu rispose sorridendo: "Il commesso che me li ha venduti si è infatti parecchio stupito di veder entrare nel suo negozio di articoli religiosi cattolici un cappellano militare ebreo con il Decalogo ricamato sui polsi della divisa e la kippah sotto la berretta - per evitare domande indiscrete gli ho detto che dei colleghi indaffarati mi avevano incaricato di comprarglieli, e tra cappellani militari questi favori ce li facciamo, anche se la legge religiosa ebraica non lo consentirebbe".

"E che te ne fai? Li hai portati da me perché servono alla nostra missione?"

"Sì", rispose Eliyahu con una punta di imbarazzo, "Ed ora ti mostro una cosa".

"Sono un medico, non mi puoi sorprendere".

Eliyahu sorrise ed estrasse dai calici dei setti d'oro traforati, che visti dall'alto ricordavano una Y, e dividevano i calici in tre scomparti. Eliyahu rigirò i setti davanti agli occhi di Shalita, che potè vedere che ogni setto aveva una coppia di pareti d'oro traforato - una coppia d'oro rosso, una coppia di oro bianco, una coppia di oro giallo.

Eliyahu rimise i setti nei calici e disse a Shalita: "Credo di aver trovato il modo, con questi calici e questi setti, di separare i precursori maschili e femminili delle anime umane, e poi accoppiarli".

"Bravo!"

"Purtroppo, occorre fare una cosa che mi imbarazza un po' dire: le gentili signore che vogliono usare i calici devono versarvi il loro sangue mestruale".

"Spiegati meglio", disse attonita Shalita.

"Se una donna ha un orgasmo con tecniche non procreative durante le mestruazioni, i demoni che ella genera si attaccano al sangue mestruale. Occorre raccoglierlo, ritrasformare i demoni in precursori d'anima, convincerne una parte a diventare da precursori femminili a maschili, e poi mescolare i precursori delle due donne - perché i precursori della medesima persona sono incapaci di fecondarsi tra loro".

"Hmm ... ci stai dicendo che dobbiamo usare una coppetta mestruale, fare l'amore con quella addosso (ci vuole qualche precauzione se il sesso è penetrativo), estrarre la coppetta ..."

"... versare il sangue nello scomparto del calice con le pareti dei setti di oro rosso, pronunciare le preghiere nel libro che trovi nella scatola, e dopo qualche minuto troverai nello scomparto dalle pareti di oro bianco 'mayin nukhvin = acque femminili', e nello scomparto dalle pareti di oro giallo 'mayin dukhrin = acque maschili' ..."

"... perché immagino siano un concentrato di precursori rispettivamente maschili e femminili".

"Esatto", confermò Eliyahu, "a quel punto occorre mescolarle: se si versano le acque maschili di una donna in quelle femminili dell'altra, si avrà una femmina; se si fa il contrario si avrà un maschio".

"Hai liberamente interpretato lo Zohar. E dove versiamo poi queste acque?", chiese ridendo Shalita, ed Eliyahu, reprimendo un sorriso, rispose: "Il modo più semplice è intingere un tampone mestruale prima in un'acqua e poi nell'altra; si possono mescolare i liquidi in una siringa od in un bicchiere - poi, come hai indovinato, la miscela deve essere portata nel corpo di chi deve portare avanti la gravidanza".

"Se lo facessimo io e Leviyah, potremmo rimanere incinte insieme e così risolvere il problema di chi porta la gravidanza per l'altra".

"Sì, ma non vi consiglio di rimanere incinte nello stesso momento, e magari partorire negli stessi giorni. Non è tanto facile per due donne incinte aiutarsi a vicenda. Se fossi stato incinto anch'io quando lo era mia moglie, ci saremmo trovati davvero nei guai".

"Questo lo vedremo insieme", tagliò corto Shalita, "Semmai, vedo due problemi".

"Sentiamo".

"Il primo è l'igiene di calici e setti".

"Sono di oro a 18 carati, molto robusto, si può lavare in lavastoviglie a 70° senza che si rovini o ti tocchi poi recitare nuovamente le formule cabalistiche che fanno sì che i setti separino correttamente i precursori d'anima. Se proprio hai la fissa dell'igiene, puoi mettere il tutto in una pentola a pressione senza che subisca danno".

"Bene. Il secondo problema è che il rabbino che dovrebbe celebrare il nostro matrimonio deve invece partire per Israele perché la mamma sta male. Dobbiamo cercarne un altro".

"Non ne conosco di pronti a celebrare un matrimonio lesbico. Anche quelli che hanno ripreso a parlarmi sono 'modern orthodox', ed è già tantissimo se vi augurano 'Mazal Tov = Buona Fortuna', senza però voler essere coinvolti nella celebrazione".

"Potresti celebrare tu il nostro matrimonio".

"Io?"

"Come cappellano militare ne hai facoltà".

"Va bene, ma ci vorrebbe uno che vi conoscesse meglio di me per fare un buon lavoro".

"Eliyahu, abbiamo parlato poco fa di cose di cui una donna generalmente non conversa con un uomo, specie se non è il marito".

"Giusto. Non ho scuse. Accetto".

"E poi proviamo questi calici e setti".

giovedì 20 luglio 2017

Precursori 00011 - Di nuovo in carriera


[Premessa: l’Armed Forces Chaplains Board esiste davvero, ma la composizione che gli attribuisco è del tutto fantasiosa. Per esempio, attualmente il suo capo è una donna, il Contrammiraglio Margaret Grun Kibben, cristiana riformata, con una teologia simile a quella valdese].

Sei settimane dopo quella solenne promessa, Yaakov Bergman, Chief of Chaplains of the US Navy e marito di Avigail, spiegò ai suoi colleghi dell’Armed Forces Chaplain Board la peculiare opinione di Eliyahu sulle anime.

Partì ricordando che lo “Zohar = Splendore”, il più noto se non il più importante dei trattati cabalistici, interpretava Genesi 1:27: “(…) Maschio e femmina Dio li creò” basandosi su un antico midrash che sembrava tratto dal Simposio di Platone: l’essere umano creato da Dio era androgino, e Dio dovette dividerlo in un essere maschile ed un essere femminile che cercano di riunirsi nel matrimonio. C’è chi ritiene che il mito platonico ed il midrash ebraico traggano la loro origine da un mito babilonese, ma non fornisce prove.

Gran parte della Qabbalah ritiene che le anime abbiano un genere – ed alcuni cabalisti ritengono che nella Bibbia ci siano stati casi di anime di un genere che sono finite in un corpo dell'altro, con lo spiacevole risultato di rendere la persona sterile, in quanto l’unione sessuale che aveva con una persona dell’altro genere era in realtà un’unione omosessuale (uno psicologo, che dice che l'orientamento sessuale si misura sulla base delle identità di genere, sarebbe quasi d'accordo), e la mancata complementarietà dei generi rendeva la fecondazione impossibile.

Il caso più famoso è quello di Isacco, che, secondo lo Zohar, fino al momento della legatura descritta in Genesi 22 aveva un’anima femminile, ma dopo ricevette invece un’anima maschile – e potè incontrare, sposare, fecondare Rebecca. Come fa una persona a farsi sostituire l’unica anima che ha senza morire? Molti midrashim, in contrasto con il testo biblico, affermano che Abramo sacrificò davvero Isacco, e lo abbruciò, ma dopo tre anni Dio lo risuscitò dalle sue ceneri – questa volta con un’anima di genere corrispondente al sesso corporeo. Per i cristiani la legatura di Isacco è tipo della crocifissione di Gesù, e questi midrashim rendono l’interpretazione tipologica più plausibile.

Eliyahu partiva dalla possibilità che le anime fossero divise e destinate a ricongiungersi, ma riteneva che quelli che si dividevano fossero in realtà precursori d’anima, e che la riunione avvenisse quando si formava l’anima di una singola persona, non quando due persone di diverso genere si sposavano.

Tra i pochi cabalisti che ritengono che le anime, essendo puri spiriti, non abbiano genere, si trova Michael Laitman, discepolo di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884-1954), detto “Ba’al HaSulam = il titolare della Scala”, perché aveva scritto un commento allo Zohar intitolato appunto “Sulam = Scala”. Laitman, pur vantando un PhD, ha delle opinioni un po’ contraddittorie in materia che Eliyahu aveva così armonizzato e sintetizzato: il genere non fa parte dell’essenza dell’anima, ma è una delle modalità con cui interagisce.

Lo scopo dell’anima è ascendere spiritualmente, per ricomporre insieme con le altre l’anima originaria dell’“Adam Qadmon = Uomo Primordiale”, e per farlo deve affrontare alternativamente compiti maschili e femminili – perciò l’anima deve alternativamente esprimere un genere maschile e femminile, se vuole progredire. Contrariamente alla metafisica aristotelica, è lunga tradizione ebraica che un corpo possa ricevere più anime nel corso della propria vita (il caso di Isacco è solo il più eclatante), e questo è incompatibile con il detto “anima forma corporis”. La prima di queste anime è detta in ebraico “nefesh” (Isacco ebbe sostituita proprio questa - alle altre persone non succede), ed al momento dell’incarnazione sceglie il proprio corpo come fosse un vestito.

Laitman è fortemente binario e transfobico – per lui la scelta del sesso e del corpo al momento dell’incarnazione è definitiva (anche se non può certo sostenere che l'anima sia la sede dell'identità di genere); ma è per lui possibile che l’anima, reincarnandosi, scelga un corpo di sesso diverso da quello dell’incarnazione precedente (appunto - questo mostra che l'anima per lui non ha un genere essenziale e nemmeno un'identità di genere). Ed Eliyahu approfittava di questo dettaglio del pensiero laitmaniano per attribuire al corpo solo valore strumentale, per cui ognuno poteva farne quel che voleva. Non si faceva torto all’anima transizionando, e qui la distinzione tra anima in senso religioso (priva di identità di genere) e psiche in senso psicologico (dotata invece di identità di genere, non necessariamente binaria) diventava fondamentale.

Date queste premesse, Eliyahu riteneva possibile che un precursore d’anima che spontaneamente esprimeva un genere potesse essere convinto ad esprimere un altro genere, e trovare così il complemento in un altro precursore, creando così un’anima e dando un* discendente ad una coppia omosessuale. Il problema era per lui produrre il corpo in cui quest’anima potesse incarnarsi, ed i ricercatori guidati da Shalita erano ormai a buon punto.

Tra i pari grado di Yaakov c’era un prete cattolico che sbottò: “Questa è ideologia del gender!”

Yaakov ribattè: “Che le anime non abbiano un genere essenziale non è farina del sacco di Eliyahu. Quella che lei chiama ideologia è tradizione religiosa. Le ricordo che il nostro compito di cappellani militari USA è favorire la libertà di religione e di irreligione, come da Primo Emendamento, non coartarla. Capita spesso di offrire consulenza spirituale e sostegno morale a militari di diversa fede, ma ci guardiamo bene dal tentare di convertirli alla nostra”.

Una pastora cristiana riformata aggiunse: “Ho vissuto diversi anni in Israele, ed ho imparato che il termine ebraico ‘etzem non significa solo ‘osso’, ma anche ‘essenza’ in senso filosofico. Quando Adamo dice di Eva in Genesi 2:23: ‘Questa volta lei è osso delle mie ossa e carne della mia carne...’, egli riconosce che Eva condivide la sua stessa essenza. Lei mi dirà che l’autore biblico non aveva ancora subìto l’influenza della filosofia greca, ma in 2 Samuele 19:12 Davide perora la sua causa dicendo: ‘Voi siete miei fratelli, siete mie ossa e mia carne …’, ovvero sono proprio come lui. La differenza sessuale è una cosa importante (me lo ricorda sempre mio marito), ma sostenere che Dio ha stabilito che uomo e donna siano essenzialmente diversi contraddice il testo biblico, nonché la filosofia aristotelica, ed anche Tommaso D’Aquino, che pure voi dovreste considerare il sommo dei teologi dopo l’Evangelista Giovanni e l’Apostolo Paolo. Non avete fatto un affare a canonizzare Suor Teresa Benedetta Della Croce”.

Il prete cattolico tacque, ed Yaakov chiese se era possibile fare eccezione alla normale procedura (che prevede che un cappellano militare sia proposto da una congregazione religiosa accreditata) ed arruolare Eliyahu come cappellano militare della Marina; i colleghi di Yaakov acconsentirono (anche il prete cattolico), ed Eliyahu divenne il cappellano dell’unità di ricerche medico-biologiche in cui lavorava Shalita.

martedì 18 luglio 2017

Precursori 00010 - Rendere fuori moda la GPA


Quello di Eliyahu era un complimento, ma lui aveva paura di essersi cacciato in un'impresa tanto costosa quanto fallimentare, e provò a far ragionare Shalita.

"Shalita, la nostra impresa si basa su due macchine, una per terraformare Giove, l'altra per incarnare le anime".

"Esatto", rispose Shalita.

"Non si può pensare di mandare su Giove delle macchine che non sono mai state provate".

"Chissà perché, era venuto in mente anche a noi. Come proverebbe lei le macchine?"

"La macchina terraformatrice la metterei dentro un grande recipiente che simuli le condizioni di Giove, e vedrei che cosa riesce a produrre".

"In una località segreta lo stiamo già facendo, con risultati promettenti".

"La macchina incarnatrice io invece la porterei a Gerusalemme".

"Perché?"

"Lei è convinta che i precursori delle anime umane si siano radunati lì. Vediamo se riusciamo a 'catturarne' qualcuno ed a creare esseri umani in carne ed ossa con quella".

"Questa macchina ha ricevuto finora meno attenzioni dell'altra, anche perché nemmeno noi riusciamo a percepire la presenza di codesti precursori, ed interagire con loro in modo da convincerli ad entrare a coppie in quella macchina, ed incarnarsi. Finora la macchina riesce a produrre tessuti animali ed umani, alcuni dei quali potranno prossimamente essere usati per dei trapianti, ma esseri umani completi no".

"Come pensate di risolvere il problema?"

"Abbiamo creato un gruppo di studio interconfessionale di cappellani militari [negli USA i cappellani militari sono di diverse confessioni - un famoso scrittore ebreo, Chaim Potok, fu appunto rabbino militare americano - e questo crea la curiosa situazione per cui un prete cattolico può avere per superiore un rabbino ebreo e sottoposto un pastore protestante]. Richiameremmo lei alle armi e la inseriremmo in quel gruppo, ma purtroppo lei è stato scomunicato, e quindi non può ricevere l'accredito da una denominazione ebraica. Stiamo cercando di farle togliere la scomunica, ma ci vuole del tempo".

"Anche perché immagino non possiate spiegare perché io vi servo, e motivare quindi il tribunale rabbinico a trovare un appiglio per tornare sui suoi passi".

"No - il gruppo di studio è composto da cappellani militari proprio perché loro hanno ricevuto gli opportuni Nulla Osta Sicurezza. Ci abbiamo già provato ad aggiungere dei civili, ma non riescono ad inserirsi nella gerarchia militare, e non si sono dimostrati di grande aiuto".

"Mentre io invece ho dato gran prova di me sulla USS Forrestal, testimone Avigail".

Shalita rise dicendo: "Avigail parla molto bene di lei, anzi, di te. Diamoci del tu".

"Grazie. Non so cosa pensano di fare i cappellani cristiani, io cercherei nella letteratura cabalistica la possibilità di interagire con i precursori, così come si riesce a farlo con i dybbuk. E fare le prove a Gerusalemme è sicuramente più fattibile che mandare la macchina nello spazio senza sapere se funziona".

"Già. E tua figlia che crucci ti da?"

Eliyahu ci mise un minuto a capire che Shalita voleva così chiudere l'argomento spaziale, ed affrontare l'altro che le era servito da pretesto per incontrarsi a quattr'occhi con lui senza destare sospetti; comunque rispose:

"È una brava ragazza, ha un bel lavoro come ingegnere software, ma ha rifiutato l'idea del matrimonio combinato come da tradizione ebraico-ortodossa ..."

"Le do ragione perché l'idea non mi piace. Spero che tu non te la prenda, Eliyahu".

"... e non esce nemmeno con i ragazzi della sua età. Veste in modo poco seducente, e dice delle parole che sulla USS Forrestal mi avrebbero fatto arrossire".

"Molte ragazze si comportano così, senza che questo indichi che sono omosessuali. È di questo che hai paura?"

"In un certo senso sì. Nella mia famiglia casi simili non ce ne sono, ci sono invece nella famiglia di mia moglie persone che non si sono sposate - con persone dell'altro sesso, intendo dire - e sono rimaste single per la vita oppure hanno avuto dei rapporti molto dubbi con persone del loro sesso".

"Se tua figlia fosse lesbica, bisessuale, asessuale, che problemi ti procurerebbe?"

"Rimpiangerei la mancanza di nipoti, questa è la verità. Una volta avrei anche pensato all'onta per la famiglia, ma ormai in questo paese c'è il matrimonio egualitario, e mi sono reso conto che la felicità val più dell'onore".

Shalita alzò un attimo gli occhi al cielo e disse: "Non hai mai pensato che la macchina incarnatrice risolverebbe anche il problema della gestazione per altri?"

Eliyahu ci pensò un attimo e disse: "Dici che mia figlia potrebbe unire i suoi precursori femminili con quelli maschili di un donatore?"

Shalita aggiunse: "E se fosse possibile cambiare il genere dei precursori?"

Eliyahu disse: "Questa è Qabbalah molto esoterica. Si può indagare. Certo, sarebbe bello se mia figlia Chana e la sua futura moglie potessero fare un figlio insieme".

Shalita aggiunse: "Anche io e Leviyah, magari!"

Eliyahu chiese: "Quando vi sposate?"

Shalita rispose: "Fra due mesi".

"Entro due mesi vi trovo il modo di convincere un precursore a cambiare genere. Sarà il mio regalo di nozze", promise Eliyahu, "ma non lo dite a chi mi deve togliere la scomunica! Spinoza non fu solo scomunicato, ma pure aggredito per strada".

Precursori 00009 - Cambio di rotta


Nelle sinagoghe più grandi si prega tutti i giorni, tre volte al giorno almeno, ed Eliyahu si recò alla Congregation Beit Simchat Torah per incontrarvi Shalita.

Shalita non era una donna molto devota, ma era lì insieme con Leviyah per concordare con uno scriba il testo e l'aspetto della ketubbah [il contratto di matrimonio - spesso riccamente miniato] con cui loro due si sarebbero sposate, e quando vide Eliyahu capì che era per una cosa seria.

Gli diede appuntamento fra un'ora, ed Eliyahu passò il tempo scrutando i libri nel negozio annesso alla sinagoga. Si rese subito conto che la sua cultura ebraica aveva bisogno di un aggiornamento, visto che ignorava completamente filosofi ebrei della caratura di Jacques Derrida, Hélène Cixous e Judith Butler, che in quegli scaffali figuravano insieme con il Talmud Babilonese e lo Shulchan Arukh [il più autorevole "testo unico" della legge religiosa ebraica].

In quel negozio non mancavano i libri che trattavano di ebraismo ed identità sessuale, e gli tornò in mente il pensiero che aveva represso il sabato precedente - e se Chana avesse voluto sposare una donna anziché un uomo? Comprò perciò un libro sulle famiglie lesbiche ebraiche ed un altro dedicato ai genitori ebrei ortodossi (anche lui lo era, seppur scomunicato) che hanno a che fare con figli omosessuali, bisessuali e trans.

In quel momento entrarono nel negozio Shalita e Leviyah, salutarono Eliyahu e gli chiesero la sua opinione sulla ketubbah che gli mostrarono.

"Già pronta? Quello scriba è un fulmine!"

"No, Eliyahu," rispose Shalita, "questa è una bozza fatta al computer. La versione ufficiale sarà una pergamena vergata con la penna d'oca".

"Magnifica!", disse Eliyahu, che si mise a leggere il testo del documento, ed osservò: "È una ketubbah egualitaria lesbica - non c'è un marito che compra la moglie, ma due persone di pari status, e genere non precisato, che si impegnano a vivere insieme, ad amarsi, ed a sostenersi per la vita. Mazal tov [Buona fortuna]!"

"Grazie!", rispose Shalita, ed Eliyahu disse: "Se mia figlia sposerà una donna anziché un uomo, so chi le preparerà la ketubbah. Grazie a voi!"

La voce di Eliyahu era quella di chi scherzava su una cosa che temeva, e Shalita disse: "Mar Eliyahu, di queste cose è meglio parlare a quattr'occhi, non le pare? Leviyah, ti spiace se io ed Eliyahu ti lasciamo sola un momento?"

A Leviyah non dispiacque, e quando poterono chiudersi in una saletta riunioni della sinagoga, Shalita chiese: "È sua figlia il problema, od un'altra cosa?"

"Cominciamo dall'altra cosa. I miei esperimenti sui demoni stavano diventando pericolosi, ed ho dovuto interromperli ed esorcizzare casa mia. Non ho ottenuto niente finora. Si può riprenderli in un laboratorio attrezzato e corazzato?"

"Che vorrebbe fare in quel laboratorio?"

"Ehm ..."

Shalita sorrise, ma rispose: "Un laboratorio per questo non ce lo daranno mai. Vediamo invece come sono andati gli esperimenti. Ha almeno tenuto un diario?"

Eliyahu rispose: "Tutte le preghiere e tutti i brani della Torah e della Mishnah sono stati inutili. Quello che avrebbe potuto portare Manhattan in Olanda non ha spostato un diavoluccio!"

Shalita disse: "Allora, non sono i demoni che ci interessano, ma i precursori d'anima umana che lei può far tornare ad essere. Se non si possono spostare i demoni ..."

"In fondo è meglio così", interruppe Eliyahu, "Se un demone è immobile, è più facile evitarlo".

"Appunto. Volevo però dire che forse vale la pena chiedersi se è possibile spostare i precursori già riumanizzati".

"Non so come seguirne i movimenti, e quindi non so se e come si possono spostare".

"Forse non è necessario seguirne i movimenti. Forse siamo in grado di spingerli dove vogliamo noi".

"E come?"

"Se lo ricorda il Salmo 122, 'Gioìi quando mi dissero: "Andiamo alla casa del Signore!"'?"

"Sì. Lei pensa che codesti precursori vadano in pellegrinaggio a Gerusalemme?"

"A stabilirsi a Gerusalemme, anche perché la tradizione ebraica vuole che la resurrezione dei morti inizi proprio dal cimitero sul Monte degli Ulivi. Non è previsto che un corpo risorga senza la sua anima, ma la tradizione cabalistica permette ad un corpo di ospitare più anime".

"Le anime successive alle volte aiutano l'elevazione spirituale, alle volte sono di disturbo e vengono chiamate 'Dybbuk'".

"Esatto. Immaginiamo che noi riusciamo a portare su Giove la macchina per il terraforming e quella per l'incarnazione. Potremmo offrire ad ogni anima un corpo tutto suo senza che aspetti la fine dei tempi".

"Credevo di essere teologicamente temerario, Shalita, ma lei ha idee più pazze delle mie", si complimentò Eliyahu.