venerdì 18 febbraio 2022

Gabriella.0002 - Post COVID

(Precedente)

“Buonasera, Bastiano”.

“Buonasera, Ciccio. Mi spieghi perché tutte le volte che qui a Bosa si parla di cose ebraiche, la tua gatta viene ad arruffianarsi il conferenziere, e tu devi venire a riprenderla?”

“Devi chiederlo a lei. Con chi parla di altre cose è molto fredda, invece”.

“Tra l'altro, questi incontri sono gratuiti, ma con prenotazione a causa del COVID. Non c'è bisogno di mandare lei in avanscoperta”.

“Lei è una gatta, non una cagna. Va dove vuole lei, non dove vorrei io”.

“Buonasera”, disse un signore vestito come un chassid con una gatta in braccio, “È lei l'umano della micia?”

“Sì, la perdoni”, rispose Ciccio, ed il chassid rispose: “Perdonatissima. Le spiace parlarmi in privato dopo la conferenza? La sua gatta ha una peculiarità che le debbo spiegare”.

La conferenza era sulla reincarnazione nella Qabbalah, ed al termine il conferenziere rav Yoel Ben Nun, il sindaco di Bosa e Ciccio si recarono al ristorante “Pardes Rimmonim = Giardino dei Melograni”.

Come ricordava Ciccio, era nato come ristorante vegano crudista e naturista, ma il COVID aveva obbligato le proprietarie a vendere, e l'acquirente ne fece un ristorante kasher (solo carne, a scanso di complicazioni), con rav Yoel Ben Nun come “mashgiach = ispettore”, che garantiva la kashrut del locale.

Non è che un ristorante giapponese organizzi seminari di iamatologia, ma il nuovo proprietario del Pardes Rimmonim ritenne che delle conferenze di ebraistica fossero un modo alto ed efficace di fare pubblicità al locale - e Gabriella, la gatta di Ciccio, ne era la frequentatrice più assidua.

Dopo cena rav Yoel prese da parte Ciccio e gli chiese: “Ha ascoltato bene la conferenza?”

“Sì. C’entra con la gatta?”

“Sì. Secondo la Qabbalah, una persona può reincarnarsi in un animale, ed un corpo può ospitare più anime precedentemente appartenute a diverse persone”.

“Questo è successo alla mia gatta?”

“Pare proprio di sì. La sua gatta ospita l’anima di quattro donne ebree, trucidate durante il pogrom di Worms del 1096”.

“E come mai si sono reincarnate proprio in lei?”

“Qualcuno ha pronunciato un incantesimo che ha fatto passare le anime di costoro in una gatta, che le ha poi trasmesse alla sua figlia maggiore, e costei alla nipote, fino alla sua micia”.

“E adesso?”

“E qui c’è una complicazione: la sua gatta ha un orecchio spuntato. Vuol dire che è stata sterilizzata?”

“Sì. Lei mi capisce, non posso accudire due o tre cucciolate l’anno per 10-20 anni”.

“Lei non avrebbe dovuto farlo. Il Signore lo ha espressamente vietato nella Torah”.

“Ai soli ebrei, ed io non lo sono”.

“Lei crede?”, chiese rav Yoel, sbalordendo Ciccio.

Rav Yoel riprese: “Quello che è fatto è fatto. Il problema è che occorre far riassumere a queste quattro donne forma umana. Se la gatta avesse generato quattro micine insieme, ognuna di esse avrebbe ricevuto un’anima, ed alla successiva reincarnazione ognuna di loro sarebbe entrata in un corpo umano. Queste anime rischiano invece di estinguersi alla morte della sua gatta”.

Ciccio osservò: “Se le antenate della mia micia non sono state capaci di generare quattro micine insieme, ma solo una ogni volta, questo spiega perché tutte e quattro le anime siano passate a quella micia. Ma lei ha spiegato nella conferenza che il reincarnarsi in un animale è una punizione – com’è che è durata oltre mille anni?”

Rav Yoel rispose: “Il Talmud [Eruvin 100b.29] dice che l’essere umano avrebbe potuto imparare la modestia dal gatto, e mi sa che queste donne avevano molto da imparare. Comunque, la punizione è al termine, ed ora occorre aiutarle a ritornare umane”.

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