domenica 22 ottobre 2017

Juno.00006.016 - Trinidad - 016


I programmi delle sorelle Dejana (Rebecca, Giaele, Debora) furono un po' cambiati: infatti, non solo fu anticipato a Rebecca che, qualora avesse vinto il concorso, lei sarebbe stata assegnata a La Maddalena (per controllare lo stato delle opere portuali), ma anche a Giaele fu detto che lei sarebbe stata assegnata alla base de La Maddalena - non c'era infatti bisogno di nuovi medici di bordo in quel momento.

Questo significava che Rebecca e Giaele non avrebbero lasciato la famiglia; anche i programmi di Yemoja e Xiuhe cambiarono: la Regione Sardegna aveva deciso di potenziare il punto maternità a La Maddalena, e dopo che a Yemoja fu comunicato che la richiesta di asilo politico era stata accolta, Yemoja si affrettò ad iscriversi all'ordine dei medici ed a partecipare al concorso per lavorare in quel punto maternità.

Dopo la concessione dell'asilo politico, Xiuhe accelerò le pratiche per il matrimonio in Portogallo, che fu una "toccata e fuga": le due donne arrivarono a Lisbona lunedì mattina, si sposarono martedì mattina, e mercoledì mattina erano di nuovo in Sardegna.

Si organizzò un ricevimento nuziale a Caprera, nel campo nudista prima dell'inaugurazione. Doveva essere una cena in famiglia, ma si aggiunsero le persone dell'associazione che avevano aiutato Yemoja quando si era rifugiata in Italia.

Fu una bella cena, ed al suo termine, quando le persone dell'associazione se ne andarono, Xiuhe prese da parte Juno, estrasse dalla borsa un fascicolo della banca dello sperma Aspermer, e chiese a Juno: "Chi è il paziente 'J' della banca Aspermer?"

Juno sbuffò e disse: "Sono io. Ma credevo di aver specificato che non volevo più donare sperma".

"Come mai ti sei fatto identificare come 'paziente J'?", chiese Yemoja, e Juno rispose: "J come Juno, e come Juedin = ebrea. La J veniva apposta dai nazisti sui passaporti degli ebrei tedeschi - non potevo perdere l'occasione di rievocare quell'episodio".

Xiuhe spiegò: "Vedi, Juno, vorremmo avere dei figli, e, visto che conosciamo pochi uomini qui, e quelli che conosciamo ci sono parsi poco raccomandabili, abbiamo cominciato a leggere i fascicoli di tutti i clienti di Aspermer. Il più interessante ci è parso proprio quello del 'paziente J'".

"Volete che fecondi anche voi due?", chiese Juno, e Yemoja rispose: "Ci stiamo seriamente pensando".

"Dovremmo parlarne con Rebecca. Potrebbe accettare, ma ponendo delle condizioni capestro".

"Devi chiedere il suo permesso?", chiese Xiuhe, e Juno rispose: "Tesoro, lei mi ha permesso di avere rapporti con voi (se voi lo desiderate, ovviamente), ma per divertimento, non per procreazione. Ci vuole un permesso speciale per questo. Quando Debora e Giaele hanno voluto avere dei figli da me, lei ha negoziato le condizioni per il sì".

"E che condizioni ha imposto?", chiese Yemoja, e Juno rispose: "Di non avere rapporti sessuali con me. Rebecca si infilava il 'femdom' nella vagina, facevo l'amore con lei, lei consegnava il femdom pieno alle sorelle, che con una siringa ne prelevavano il contenuto e si autoinseminavano".

"Ma a letto con noi ci sei già stata", commentò Xiuhe, ed Yemoja aggiunse: "Mi pare inutile ricorrere a questa procedura anzichè al sistema più semplice", ed Juno non potè far altro che scrollare le spalle dicendo: "Fatelo presente a Rebecca".

"D'accordo", disse Xiuhe a nome di entrambe, e Yemoja ricordò una cosa importante: "Se io vengo a lavorare a La Maddalena, la banca dello sperma Aspermer chi la gestisce e dove la mettiamo?"

"Abbiamo avuto la fortuna di non aver ancora firmato alcun compromesso per l'edificio di Sassari", osservò Juno, "possiamo ancora tirarci indietro".

"Quando sai i risultati del concorso?", chiese Xiuhe, e Yemoja rispose: "Fra due mesi".

"Quell'edificio sarà ancora sul mercato fra due mesi. Aspettiamo!", disse Juno, "E poi pensiamo a che fare della banca dello sperma. Forse c'è modo di piazzarla a La Maddalena".

Rebecca in quel momento bussò alla porta della stanza in cui parlavano Xiuhe, Yemoja e Juno. Quando quest'ultima aprì la porta, Rebecca disse: "Scusate, ma avete voluto divertirvi senza di me?"

"Magari!", disse Juno, "Le nostre due ginecologhe vogliono farti una proposta insolita".

"Cioè?"

"Ci serve il materiale genetico di Juno", disse Yemoja, e Xiuhe precisò: "A scopo riproduttivo!"

Rebecca guardò le due donne e Juno, e disse: "Ne possiamo parlare, ma non stasera".

"Intende dire che ne parliamo domattina a mente fredda", spiegò Juno, "Buonanotte e buon divertimento!".

Il mattino dopo, a colazione, Rebecca chiese a Yemoja e Xiuhe: "Davvero volete lo sperma di Juno?"

"Sì".

"Io e le mie sorelle abbiamo avuto delle figlie da lei e ne siamo contente", rispose Rebecca, "Non posso dire che state sbagliando. Però io vorrei evitare che vi affezionaste troppo a Juno, anche se siete già state a letto insieme".

"Vuoi che usiamo la siringa?"

"Già. Io raccolgo lo sperma con il femdom, ve lo passo, usate la siringa".

Xiuhe mostrò un'espressione possibilista, Yemoja rispose: "Rebecca, io credo che tu non sia gelosa della vita sessuale di Juno - non hai fatto una piega quando è venuta a letto con noi - ma voglia monopolizzare le capacità riproduttive della famiglia. È come se tu volessi dimostrare che noi possiamo riprodurci solo attraverso di te".

"Ho paura che Juno vi parifichi a me, se concepisce delle figlie insieme con voi imitando Adamo ed Eva. Non voglio questo", ribattè Rebecca.

"Rebecca", disse Yemoja, "Penso che non se ne faccia niente".

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