lunedì 24 luglio 2017

Precursori 00015 - Mikveh Israel


L'incontro avvenne a casa di Eliyahu "be-Motzey-Shabbat", dopo la fine del sabato. Bruryah, la moglie di Eliyahu, aveva preparato una magnifica cena, succulenta e kasher, e gli ospiti Andrew e Shimeon le fecero i complimenti, non solo per il gusto, ma anche per il valore nutrizionale dei cibi in tavola. Come diceva Eliyahu, aveva sposato sua moglie per la cucina, e questo continuava a sostenere il loro matrimonio.

Bruryah, dopo la cena, mise i piatti in lavastoviglie insieme con Eliyahu, e poi si scusò con gli ospiti - la sera andava a letto presto per svegliarsi presto la mattina.

Dal punto di vista strettamente tecnico, l'incontro fu molto proficuo: Eliyahu spiegò come si dovevano attirare i precursori, come distinguerli tra maschili e femminili (e perfino come indurre eventuali transizioni, se il rapporto tra i generi risultava troppo sbilanciato), come immagazzinarli, ed infine come mescolarli in modo da unirli creando anime vere e proprie da inserire nell'utero artificiale già messo a punto.

Mentre Eliyahu parlava, Andrew e Shimeon prendevano appunti, e subito dopo discussero codesti appunti con Dvora (che doveva garantire che materiali e componenti resistessero ad un viaggio spaziale, e che l'astronave quel viaggio lo potesse fare) e Chana (l'astronave sarebbe stata senza equipaggio, ed il successo della missione lo si doveva perciò affidare al software di bordo).

Smarcati tutti i problemi tecnici, ne rimase solo uno intrattabile: come mantenere liquida l'acqua che doveva contenere i precursori maschili e femminili.

Eliyahu diceva: "La scaldiamo", e Dvora obbiettava: "Con quale energia?"

"Col calore residuo dei razzi!"

"Papà, un'astronave non è un automobile, che si muove solo finché è acceso il motore; un'astronave, una volta inserita nella rotta desiderata, spegne i motori e va avanti per inerzia fino alla prossima correzione di rotta. Inoltre, una volta uscita dall'orbita terrestre, l'astronave userà motori ad effetto Halle, senza combustione né produzione di calore. Per tenere liquida quell'acqua ci vorrà una fonte di calore apposita, che dovrà funzionare per cinque anni, e più".

Mentre discutevano di queste cose, Bruryah si era alzata dal letto per prendere un bicchier d'acqua, sentì quello che dicevano, bussò alla porta del salotto e disse: "Eliyahu, sei proprio sicuro che sia necessario che l'acqua sia liquida?"

"E come mescoliamo altrimenti le acque maschili con quelle femminili?", rispose il marito, e Bruryah rispose: "Io non sono un'ingegnere aerospaziale come Dvora, e dell''halakhah' [la legge religiosa ebraica] conosco solo l'indispensabile per preparare cibo kasher e purificarmi dopo il ciclo. Come ci purifichiamo noi ebree dopo il ciclo? Immergendoci in un 'mikveh' [bagno rituale], che deve contenere soltanto acqua naturale".

"In cosa è rilevante un mikveh con quello che stiamo facendo?", chiese Shimeon, e Bruryah, con gli occhi lucidi, rispose: "Acqua naturale non vuol dire non gassata, vuol dire in questo caso che non deve essere stata spinta da una pompa o sollevata con un secchio. Molti anni fa un rabbino newyorkese si fece spiegare dai responsabili dell'acquedotto cittadino quali quartieri ricevevano l'acqua per caduta, e quali avevano bisogno di una pompa - nei primi si poteva costruire un mikveh, negli altri no".

"Mamma, vieni al punto", chiese Chana, e Bruryah rispose: "Un rabbino un giorno si trovò di fronte ad un problema spinoso: tutta l'acqua potabile disponibile era passata per una pompa. Come ripristinare il suo stato naturale?"

"Boh", rispose Dvora, e Bruryah riferì la soluzione: "Fece congelare l'acqua e poi sciogliere il ghiaccio. L'acqua di disgelo era equivalente all'acqua piovana. Perfettamente idonea per un mikveh".

Andrew cadde riverso sulla poltrona dicendo: "Porca miseria, perché non ci abbiamo pensato subito?"

Shimeon rise e disse: "Chiediamo a Strauss [il più famoso fabbricante di gelati israeliano - produce su licenza anche i gelati Algida] di costruire la macchina che attira i precursori".

"Spiegatevi meglio", disse Eliyahu, che non voleva che si prendessero decisioni sopra la sua testa.

Dvora provò a spiegare quello che avevano in mente Andrew e Shimeon: "Papà, se le acque maschili e femminili non sono allo stato liquido, ma solido, non come un blocco di ghiaccio, ma come un gelato, perchè i cristalli di ghiaccio sono separati dall'aria, è un problema per i precursori?"

Eliyahu ci pensò un attimo e rispose: "No, affatto. L'idea della mamma è geniale. Ci risolve il problema del riscaldamento, anche se penso aumenti quello dell'ingombro".

Andrew disse: "Hai detto tu stesso che non c'è limite alla densità di spiriti per unità di volume o massa. Come li concentriamo?"

Eliyahu: "Per distillazione. Si trasforma l'acqua in vapore, e lo si fa passare per una camera d'oro con un filtro d'oro alla fine. Il filtro raccoglie i precursori, e quello che ha avuto bisogno di migliaia di litri d'acqua per accumularsi viene lavato via da poche gocce".

Shimeon disse: "Strauss produce anche caffè. Può produrre un distillatore, o farsi aiutare da una distilleria di liquori, visto che è una grande industria alimentare, senza destare sospetti".

Dvora aggiunse: "Papà, dici che i serbatoi devono essere d'oro zecchino. Mi dici qual è lo spessore minimo dell'oro? L'idea mia è quella di farli invece in titanio con rivestimento interno d'oro a 24 carati, per renderli più leggeri e robusti. Devono restare in orbita per un tempo indefinito, ed arrivare a Callisto poi con un viaggio di cinque anni!"

Eliyahu rispose: "Sette millimetri. Credo che abbiamo ora risolto tutti i problemi".

"Pressappoco", rispose Shimeon, "In progetti come questi i problemi continuano ad emergere finché non si dice 'Basta'".

[Puntata seguente]

domenica 23 luglio 2017

Precursori 00014 - Nuovo gruppo di lavoro


Eliyahu poteva dirsi abbastanza contento di quello che aveva fatto: i demoni nati dal sesso non procreativo stavano ritrasformandosi, grazie alle preghiere recitate da molti, ebrei e non ebrei, in precursori d'anime, ed il problema ora era quello di immagazzinarli in attesa di dare loro l'occasione di congiungersi ed incarnarsi.

Shalita, ormai agli ultimi mesi di gravidanza insieme con Leviyah, informò Eliyahu di alcuni cambiamenti nella missione: l'idea di terraformare l'intero pianeta Giove era stata abbandonata, in quanto si era rivelato impossibile con le tecnologie attuali eliminare le potenti radiazioni ionizzanti che quel pianeta emana. L'esperienza di laboratorio non era stata però vana, e si pensava di terraformare ora uno dei satelliti di Giove - Callisto.

"Avevo provato ad informarmi", commentò Eliyahu, "ed avevo letto che infatti Callisto era il candidato più probabile alla colonizzazione umana, essendo le radiazioni lì presenti a livello superiore a quello terrestre, ma comunque gestibile con le tecnologie attuali".

"La macchina terraformatrice è composta di quattro parti del peso di 6000 libbre l'una [2721,554 Kg], ognuna quindi di peso inferiore a quello della sonda Juno, che pesa quasi 8000 libbre [3628,739 Kg]. Una volta in orbita su Callisto, le quattro parti si congiungeranno e scenderanno sul satellite. Ci vorranno 5 anni per far arrivare le parti in loco, e Callisto verrà resa abitabile in 1000 anni circa".

"Avete un'enorme pazienza", commentò Eliyahu, e Shalita rispose: "Più che altro, abbiamo poco denaro. Le missioni spaziali sono poco popolari ed ogni anno la NASA perde fondi".

"La macchina incarnatrice?" Chiese Eliyahu, e Shalita rispose: "L'utero artificiale è pronto. Funziona benissimo con i vitelli, e la gestazione di un vitello è complessa come quella umana. Ora tocca a te trasformare i calici con i setti che hai usato finora in camere fecondatrici che eseguano fecondazioni a ciclo continuo".

"E magari pronte per essere portate nello spazio", disse Eliyahu, e Shalita aggiunse: "Sarebbe utilissimo".

Eliyahu decise di parlarne quella sera con le figlie Chana e Dvora. Chana, ingegnere software, preferì tacere; Dvora, ingegnere aerospaziale, dopo aver ascoltato attentamente il babbo, disse: "È fattibile, ma per progettare le 'camere fecondatrici' sarebbe meglio rivolgersi ad un ingegnere chimico, o meglio ancora biomedico. Non è la stessa cosa mescolare carburanti e comburenti in un motore a razzo, ed 'acque maschili' con 'acque femminili' per ottenere anime da incarnare".

"C'è però un problema da ingegnere aerospaziale, Dvora".

"Quale?"

"I precursori ottenuti dagli esorcismi stanno tutti recandosi in pellegrinaggio a Gerusalemme. Se non vengono catturati entro sette giorni e chiusi in un serbatoio come te l'ho descritto, si degradano nuovamente in demoni".

"Si rifà l'esorcismo per stare tranquilli?"

"Sì, ma preferirei che fosse costruito il serbatoio".

"Ce ne vogliono due", corresse Dvora, "secondo quello che mi hai detto - un serbatoio per i precursori maschili ed uno per quelli femminili".

"Esatto. L'idea mia è costruire una macchina che aspiri i precursori e li separi per genere, li intrappoli nell'acqua, e codeste acque maschili e femminili vengano rinchiuse ognuna nel proprio serbatoio".

"Ok, questo è un lavoro da ingegneri chimici".

"I serbatoi dovrebbero poi essere messi in orbita terrestre. Si prevede infatti di assemblare in orbita il razzo che porterà la macchina incarnatrice su Callisto. La stessa macchina incarnatrice verrà assemblata in orbita".

"Questo è uno spinoso problema aerospaziale. Dovrò parlare con il progettista dell'utero artificiale - mi hai detto che è già pronto".

"Il progettista è Shimeon, il marito di Andrew, il capocoro della Congregazione Beit Simchat Torah. Lui è ingegnere biomedico ed ha collaborato con Shalita nella progettazione dell'utero".

"Ed Andrew è ingegnere chimico", osservò Chana.

"Come lo sai?", chiese Eliyahu, e Chana rispose: "Ho contribuito allo sviluppo di un software per il controllo di processo in uno degli impianti chimici che dirige Andrew".

"Quindi possiamo fare l'astronave in famiglia", scherzò Eliyahu, ma Dvora riportò tutti alla realtà: "Se vuoi costruire un dispositivo che catturi i precursori, devi metterlo dove sono i precursori. Lo vuoi mettere sotto il Monte del Tempio?"

"E provocare un incidente internazionale perché il Waqf di diritto giordano che amministra la Spianata delle Moschee se ne accorge di sicuro e pianta una grana? No, basterebbe metterla nel sotterraneo della Knesset, il parlamento israeliano".

Dvora osservò: "È notorio che la Knesset è in enfiteusi su un terreno della Chiesa Ortodossa Greca di Gerusalemme. Se quella chiesa scopre che trasformate il sotterraneo in uno stabilimento, potrebbe piantarla lei la grana".

"Dettagli che sistemeremo", tagliò corto Eliyahu, e Dvora chiese: "E da dove facciamo partire i serbatoi per l'orbita terrestre? Da Cape Canaveral in Florida o da Kourou in Guyana?"

"Pensavo di usare la base militare da cui partono i satelliti israeliani Ofek", rispose Eliyahu, e Dvora rise così forte da cadere dalla sedia.

Dopo che Eliyahu e Chana l'ebbero aiutata a rialzarsi, Dvora si ricompose e spiegò: "Papà, Israele è un paese sfigatissimo per posizione geografica e mezzi economici. Il missile Shavit-2, con cui vengono lanciati gli Ofek, ha un carico utile di appena 350 Kg, e non si prevede che sia possibile aumentarlo a breve termine".

"Come mai?"

"Il problema principale è che Israele deve lanciare i suoi satelliti verso Ovest, anziché verso Est, e porli in un'orbita retrograda. Questo aumenta parecchio il carburante consumato nel lancio. Io mi farei però questa domanda: se non puoi usare un altro punto di partenza ..."

"No: se vengono portati fuori da Eretz Yisrael [l'Israele biblico], non c'è modo di impedire ai precursori di ritrasformarsi in demoni. Se invece vengono lanciati nello spazio da Eretz Yisrael, i serbatoi fanno il loro lavoro ed i precursori rimangono tali".

"... hai modo di ridurre il carico a meno di 350 Kg?"

Eliyahu ci pensò un attimo e rispose: "Sì. Gli spiriti non hanno forma, volume, massa, quindi non c'è limite teorico al numero che può essere catturato in un liquido di volume e massa data".

"Ora cominciamo a ragionare", disse Dvora ad Eliyahu, e continuò: "Mi procuri un appuntamento con Andrew e Shimeon? Il progetto deve essere fatto in collaborazione".

venerdì 21 luglio 2017

Precursori 00013 - Primi nati da donna


Eliyahu celebrò dunque il matrimonio tra Shalita e Leviyah, e le due spose si recarono per il viaggio di nozze in Israele, dove affrontarono una circostanza non prevista da Eliyahu: il loro ciclo non era ancora sincronizzato, per cui Shalita dovette conservare le sue "acque" in frigorifero (conservare il sangue senza prima ritrasformare i demoni in precursori era troppo pericoloso, le avvertì Eliyahu, consultato via Skype) finché anche Leviyah non ebbe il ciclo a sua volta.

Il risultato però fu eccellente: le due donne rimasero subito incinte, ed i test genetici consentiti dall'amniocentesi (a spese del Pentagono!) dimostrarono che Shalita era incinta di una bambina, e Leviyah di un bambino - e che entrambi erano geneticamente legati a loro due soltanto. Non erano state fecondate da un uomo.

Quando Eliyahu lo venne a sapere, si complimentò ma precisò: "Non sono un 'mohel = circoncisore'. Non posso pensarci io. Non è che lo può fare Shalita?"

Shalita obbiettò che la circoncisione rituale ebraica va fatta per forza l'ottavo giorno dalla nascita del bimbo - e se lei fosse stata ancora alle prese con il puerperio?

Ci doveva pensare un'altro - per fortuna Yaakov Bergman era anche ufficiale medico, non solo cappellano militare, e si offrì volentieri di circoncidere il bimbo, che avrebbe dovuto chiamarsi Benyamin; la figlia di Shalita sarebbe stata chiamata invece Rivka.

La notizia avrebbe dovuto rimanere segreta, ma si diffuse invece in un battibaleno - le coppie lesbiche avevano ora il modo di generare figli completamente loro.

E le coppie gay? Eliyahu disse: "Possono trattare il loro sperma come le donne il loro sangue mestruale - lo inseriscono nei calici con le medesime modalità", ed Andrew, il capo del coro della Congregation Beit Simchat Torah, e suo marito Shimeon, lo fecero.

Non avevano però loro degli uteri in cui inserire le "acque" reciprocamente fecondate - finché la macchina incarnatrice non era pronta, occorreva ricorrere alla Gestazione Per Altri.

Precursori 00012 - I calici della fecondazione


La settimana successiva al rientro nei ranghi della Marina come cappellano militare, Eliyahu si recò nell'ufficio di Shalita portando con sé una scatola trasparente da camicie con due calici d'oro dentro.

"Sei diventato un prete cattolico ed hai comprato due calici da comunione?", chiese scherzando Shalita, ed Eliyahu rispose sorridendo: "Il commesso che me li ha venduti si è infatti parecchio stupito di veder entrare nel suo negozio di articoli religiosi cattolici un cappellano militare ebreo con il Decalogo ricamato sui polsi della divisa e la kippah sotto la berretta - per evitare domande indiscrete gli ho detto che dei colleghi indaffarati mi avevano incaricato di comprarglieli, e tra cappellani militari questi favori ce li facciamo, anche se la legge religiosa ebraica non lo consentirebbe".

"E che te ne fai? Li hai portati da me perché servono alla nostra missione?"

"Sì", rispose Eliyahu con una punta di imbarazzo, "Ed ora ti mostro una cosa".

"Sono un medico, non mi puoi sorprendere".

Eliyahu sorrise ed estrasse dai calici dei setti d'oro traforati, che visti dall'alto ricordavano una Y, e dividevano i calici in tre scomparti. Eliyahu rigirò i setti davanti agli occhi di Shalita, che potè vedere che ogni setto aveva una coppia di pareti d'oro traforato - una coppia d'oro rosso, una coppia di oro bianco, una coppia di oro giallo.

Eliyahu rimise i setti nei calici e disse a Shalita: "Credo di aver trovato il modo, con questi calici e questi setti, di separare i precursori maschili e femminili delle anime umane, e poi accoppiarli".

"Bravo!"

"Purtroppo, occorre fare una cosa che mi imbarazza un po' dire: le gentili signore che vogliono usare i calici devono versarvi il loro sangue mestruale".

"Spiegati meglio", disse attonita Shalita.

"Se una donna ha un orgasmo con tecniche non procreative durante le mestruazioni, i demoni che ella genera si attaccano al sangue mestruale. Occorre raccoglierlo, ritrasformare i demoni in precursori d'anima, convincerne una parte a diventare da precursori femminili a maschili, e poi mescolare i precursori delle due donne - perché i precursori della medesima persona sono incapaci di fecondarsi tra loro".

"Hmm ... ci stai dicendo che dobbiamo usare una coppetta mestruale, fare l'amore con quella addosso (ci vuole qualche precauzione se il sesso è penetrativo), estrarre la coppetta ..."

"... versare il sangue nello scomparto del calice con le pareti dei setti di oro rosso, pronunciare le preghiere nel libro che trovi nella scatola, e dopo qualche minuto troverai nello scomparto dalle pareti di oro bianco 'mayin nukhvin = acque femminili', e nello scomparto dalle pareti di oro giallo 'mayin dukhrin = acque maschili' ..."

"... perché immagino siano un concentrato di precursori rispettivamente maschili e femminili".

"Esatto", confermò Eliyahu, "a quel punto occorre mescolarle: se si versano le acque maschili di una donna in quelle femminili dell'altra, si avrà una femmina; se si fa il contrario si avrà un maschio".

"Hai liberamente interpretato lo Zohar. E dove versiamo poi queste acque?", chiese ridendo Shalita, ed Eliyahu, reprimendo un sorriso, rispose: "Il modo più semplice è intingere un tampone mestruale prima in un'acqua e poi nell'altra; si possono mescolare i liquidi in una siringa od in un bicchiere - poi, come hai indovinato, la miscela deve essere portata nel corpo di chi deve portare avanti la gravidanza".

"Se lo facessimo io e Leviyah, potremmo rimanere incinte insieme e così risolvere il problema di chi porta la gravidanza per l'altra".

"Sì, ma non vi consiglio di rimanere incinte nello stesso momento, e magari partorire negli stessi giorni. Non è tanto facile per due donne incinte aiutarsi a vicenda. Se fossi stato incinto anch'io quando lo era mia moglie, ci saremmo trovati davvero nei guai".

"Questo lo vedremo insieme", tagliò corto Shalita, "Semmai, vedo due problemi".

"Sentiamo".

"Il primo è l'igiene di calici e setti".

"Sono di oro a 18 carati, molto robusto, si può lavare in lavastoviglie a 70° senza che si rovini o ti tocchi poi recitare nuovamente le formule cabalistiche che fanno sì che i setti separino correttamente i precursori d'anima. Se proprio hai la fissa dell'igiene, puoi mettere il tutto in una pentola a pressione senza che subisca danno".

"Bene. Il secondo problema è che il rabbino che dovrebbe celebrare il nostro matrimonio deve invece partire per Israele perché la mamma sta male. Dobbiamo cercarne un altro".

"Non ne conosco di pronti a celebrare un matrimonio lesbico. Anche quelli che hanno ripreso a parlarmi sono 'modern orthodox', ed è già tantissimo se vi augurano 'Mazal Tov = Buona Fortuna', senza però voler essere coinvolti nella celebrazione".

"Potresti celebrare tu il nostro matrimonio".

"Io?"

"Come cappellano militare ne hai facoltà".

"Va bene, ma ci vorrebbe uno che vi conoscesse meglio di me per fare un buon lavoro".

"Eliyahu, abbiamo parlato poco fa di cose di cui una donna generalmente non conversa con un uomo, specie se non è il marito".

"Giusto. Non ho scuse. Accetto".

"E poi proviamo questi calici e setti".

giovedì 20 luglio 2017

Precursori 00011 - Di nuovo in carriera


[Premessa: l’Armed Forces Chaplains Board esiste davvero, ma la composizione che gli attribuisco è del tutto fantasiosa. Per esempio, attualmente il suo capo è una donna, il Contrammiraglio Margaret Grun Kibben, cristiana riformata, con una teologia simile a quella valdese].

Sei settimane dopo quella solenne promessa, Yaakov Bergman, Chief of Chaplains of the US Navy e marito di Avigail, spiegò ai suoi colleghi dell’Armed Forces Chaplain Board la peculiare opinione di Eliyahu sulle anime.

Partì ricordando che lo “Zohar = Splendore”, il più noto se non il più importante dei trattati cabalistici, interpretava Genesi 1:27: “(…) Maschio e femmina Dio li creò” basandosi su un antico midrash che sembrava tratto dal Simposio di Platone: l’essere umano creato da Dio era androgino, e Dio dovette dividerlo in un essere maschile ed un essere femminile che cercano di riunirsi nel matrimonio. C’è chi ritiene che il mito platonico ed il midrash ebraico traggano la loro origine da un mito babilonese, ma non fornisce prove.

Gran parte della Qabbalah ritiene che le anime abbiano un genere – ed alcuni cabalisti ritengono che nella Bibbia ci siano stati casi di anime di un genere che sono finite in un corpo dell'altro, con lo spiacevole risultato di rendere la persona sterile, in quanto l’unione sessuale che aveva con una persona dell’altro genere era in realtà un’unione omosessuale (uno psicologo, che dice che l'orientamento sessuale si misura sulla base delle identità di genere, sarebbe quasi d'accordo), e la mancata complementarietà dei generi rendeva la fecondazione impossibile.

Il caso più famoso è quello di Isacco, che, secondo lo Zohar, fino al momento della legatura descritta in Genesi 22 aveva un’anima femminile, ma dopo ricevette invece un’anima maschile – e potè incontrare, sposare, fecondare Rebecca. Come fa una persona a farsi sostituire l’unica anima che ha senza morire? Molti midrashim, in contrasto con il testo biblico, affermano che Abramo sacrificò davvero Isacco, e lo abbruciò, ma dopo tre anni Dio lo risuscitò dalle sue ceneri – questa volta con un’anima di genere corrispondente al sesso corporeo. Per i cristiani la legatura di Isacco è tipo della crocifissione di Gesù, e questi midrashim rendono l’interpretazione tipologica più plausibile.

Eliyahu partiva dalla possibilità che le anime fossero divise e destinate a ricongiungersi, ma riteneva che quelli che si dividevano fossero in realtà precursori d’anima, e che la riunione avvenisse quando si formava l’anima di una singola persona, non quando due persone di diverso genere si sposavano.

Tra i pochi cabalisti che ritengono che le anime, essendo puri spiriti, non abbiano genere, si trova Michael Laitman, discepolo di Yehuda Leib HaLevi Ashlag (1884-1954), detto “Ba’al HaSulam = il titolare della Scala”, perché aveva scritto un commento allo Zohar intitolato appunto “Sulam = Scala”. Laitman, pur vantando un PhD, ha delle opinioni un po’ contraddittorie in materia che Eliyahu aveva così armonizzato e sintetizzato: il genere non fa parte dell’essenza dell’anima, ma è una delle modalità con cui interagisce.

Lo scopo dell’anima è ascendere spiritualmente, per ricomporre insieme con le altre l’anima originaria dell’“Adam Qadmon = Uomo Primordiale”, e per farlo deve affrontare alternativamente compiti maschili e femminili – perciò l’anima deve alternativamente esprimere un genere maschile e femminile, se vuole progredire. Contrariamente alla metafisica aristotelica, è lunga tradizione ebraica che un corpo possa ricevere più anime nel corso della propria vita (il caso di Isacco è solo il più eclatante), e questo è incompatibile con il detto “anima forma corporis”. La prima di queste anime è detta in ebraico “nefesh” (Isacco ebbe sostituita proprio questa - alle altre persone non succede), ed al momento dell’incarnazione sceglie il proprio corpo come fosse un vestito.

Laitman è fortemente binario e transfobico – per lui la scelta del sesso e del corpo al momento dell’incarnazione è definitiva (anche se non può certo sostenere che l'anima sia la sede dell'identità di genere); ma è per lui possibile che l’anima, reincarnandosi, scelga un corpo di sesso diverso da quello dell’incarnazione precedente (appunto - questo mostra che l'anima per lui non ha un genere essenziale e nemmeno un'identità di genere). Ed Eliyahu approfittava di questo dettaglio del pensiero laitmaniano per attribuire al corpo solo valore strumentale, per cui ognuno poteva farne quel che voleva. Non si faceva torto all’anima transizionando, e qui la distinzione tra anima in senso religioso (priva di identità di genere) e psiche in senso psicologico (dotata invece di identità di genere, non necessariamente binaria) diventava fondamentale.

Date queste premesse, Eliyahu riteneva possibile che un precursore d’anima che spontaneamente esprimeva un genere potesse essere convinto ad esprimere un altro genere, e trovare così il complemento in un altro precursore, creando così un’anima e dando un* discendente ad una coppia omosessuale. Il problema era per lui produrre il corpo in cui quest’anima potesse incarnarsi, ed i ricercatori guidati da Shalita erano ormai a buon punto.

Tra i pari grado di Yaakov c’era un prete cattolico che sbottò: “Questa è ideologia del gender!”

Yaakov ribattè: “Che le anime non abbiano un genere essenziale non è farina del sacco di Eliyahu. Quella che lei chiama ideologia è tradizione religiosa. Le ricordo che il nostro compito di cappellani militari USA è favorire la libertà di religione e di irreligione, come da Primo Emendamento, non coartarla. Capita spesso di offrire consulenza spirituale e sostegno morale a militari di diversa fede, ma ci guardiamo bene dal tentare di convertirli alla nostra”.

Una pastora cristiana riformata aggiunse: “Ho vissuto diversi anni in Israele, ed ho imparato che il termine ebraico ‘etzem non significa solo ‘osso’, ma anche ‘essenza’ in senso filosofico. Quando Adamo dice di Eva in Genesi 2:23: ‘Questa volta lei è osso delle mie ossa e carne della mia carne...’, egli riconosce che Eva condivide la sua stessa essenza. Lei mi dirà che l’autore biblico non aveva ancora subìto l’influenza della filosofia greca, ma in 2 Samuele 19:12 Davide perora la sua causa dicendo: ‘Voi siete miei fratelli, siete mie ossa e mia carne …’, ovvero sono proprio come lui. La differenza sessuale è una cosa importante (me lo ricorda sempre mio marito), ma sostenere che Dio ha stabilito che uomo e donna siano essenzialmente diversi contraddice il testo biblico, nonché la filosofia aristotelica, ed anche Tommaso D’Aquino, che pure voi dovreste considerare il sommo dei teologi dopo l’Evangelista Giovanni e l’Apostolo Paolo. Non avete fatto un affare a canonizzare Suor Teresa Benedetta Della Croce”.

Il prete cattolico tacque, ed Yaakov chiese se era possibile fare eccezione alla normale procedura (che prevede che un cappellano militare sia proposto da una congregazione religiosa accreditata) ed arruolare Eliyahu come cappellano militare della Marina; i colleghi di Yaakov acconsentirono (anche il prete cattolico), ed Eliyahu divenne il cappellano dell’unità di ricerche medico-biologiche in cui lavorava Shalita.

martedì 18 luglio 2017

Precursori 00010 - Rendere fuori moda la GPA


Quello di Eliyahu era un complimento, ma lui aveva paura di essersi cacciato in un'impresa tanto costosa quanto fallimentare, e provò a far ragionare Shalita.

"Shalita, la nostra impresa si basa su due macchine, una per terraformare Giove, l'altra per incarnare le anime".

"Esatto", rispose Shalita.

"Non si può pensare di mandare su Giove delle macchine che non sono mai state provate".

"Chissà perché, era venuto in mente anche a noi. Come proverebbe lei le macchine?"

"La macchina terraformatrice la metterei dentro un grande recipiente che simuli le condizioni di Giove, e vedrei che cosa riesce a produrre".

"In una località segreta lo stiamo già facendo, con risultati promettenti".

"La macchina incarnatrice io invece la porterei a Gerusalemme".

"Perché?"

"Lei è convinta che i precursori delle anime umane si siano radunati lì. Vediamo se riusciamo a 'catturarne' qualcuno ed a creare esseri umani in carne ed ossa con quella".

"Questa macchina ha ricevuto finora meno attenzioni dell'altra, anche perché nemmeno noi riusciamo a percepire la presenza di codesti precursori, ed interagire con loro in modo da convincerli ad entrare a coppie in quella macchina, ed incarnarsi. Finora la macchina riesce a produrre tessuti animali ed umani, alcuni dei quali potranno prossimamente essere usati per dei trapianti, ma esseri umani completi no".

"Come pensate di risolvere il problema?"

"Abbiamo creato un gruppo di studio interconfessionale di cappellani militari [negli USA i cappellani militari sono di diverse confessioni - un famoso scrittore ebreo, Chaim Potok, fu appunto rabbino militare americano - e questo crea la curiosa situazione per cui un prete cattolico può avere per superiore un rabbino ebreo e sottoposto un pastore protestante]. Richiameremmo lei alle armi e la inseriremmo in quel gruppo, ma purtroppo lei è stato scomunicato, e quindi non può ricevere l'accredito da una denominazione ebraica. Stiamo cercando di farle togliere la scomunica, ma ci vuole del tempo".

"Anche perché immagino non possiate spiegare perché io vi servo, e motivare quindi il tribunale rabbinico a trovare un appiglio per tornare sui suoi passi".

"No - il gruppo di studio è composto da cappellani militari proprio perché loro hanno ricevuto gli opportuni Nulla Osta Sicurezza. Ci abbiamo già provato ad aggiungere dei civili, ma non riescono ad inserirsi nella gerarchia militare, e non si sono dimostrati di grande aiuto".

"Mentre io invece ho dato gran prova di me sulla USS Forrestal, testimone Avigail".

Shalita rise dicendo: "Avigail parla molto bene di lei, anzi, di te. Diamoci del tu".

"Grazie. Non so cosa pensano di fare i cappellani cristiani, io cercherei nella letteratura cabalistica la possibilità di interagire con i precursori, così come si riesce a farlo con i dybbuk. E fare le prove a Gerusalemme è sicuramente più fattibile che mandare la macchina nello spazio senza sapere se funziona".

"Già. E tua figlia che crucci ti da?"

Eliyahu ci mise un minuto a capire che Shalita voleva così chiudere l'argomento spaziale, ed affrontare l'altro che le era servito da pretesto per incontrarsi a quattr'occhi con lui senza destare sospetti; comunque rispose:

"È una brava ragazza, ha un bel lavoro come ingegnere software, ma ha rifiutato l'idea del matrimonio combinato come da tradizione ebraico-ortodossa ..."

"Le do ragione perché l'idea non mi piace. Spero che tu non te la prenda, Eliyahu".

"... e non esce nemmeno con i ragazzi della sua età. Veste in modo poco seducente, e dice delle parole che sulla USS Forrestal mi avrebbero fatto arrossire".

"Molte ragazze si comportano così, senza che questo indichi che sono omosessuali. È di questo che hai paura?"

"In un certo senso sì. Nella mia famiglia casi simili non ce ne sono, ci sono invece nella famiglia di mia moglie persone che non si sono sposate - con persone dell'altro sesso, intendo dire - e sono rimaste single per la vita oppure hanno avuto dei rapporti molto dubbi con persone del loro sesso".

"Se tua figlia fosse lesbica, bisessuale, asessuale, che problemi ti procurerebbe?"

"Rimpiangerei la mancanza di nipoti, questa è la verità. Una volta avrei anche pensato all'onta per la famiglia, ma ormai in questo paese c'è il matrimonio egualitario, e mi sono reso conto che la felicità val più dell'onore".

Shalita alzò un attimo gli occhi al cielo e disse: "Non hai mai pensato che la macchina incarnatrice risolverebbe anche il problema della gestazione per altri?"

Eliyahu ci pensò un attimo e disse: "Dici che mia figlia potrebbe unire i suoi precursori femminili con quelli maschili di un donatore?"

Shalita aggiunse: "E se fosse possibile cambiare il genere dei precursori?"

Eliyahu disse: "Questa è Qabbalah molto esoterica. Si può indagare. Certo, sarebbe bello se mia figlia Chana e la sua futura moglie potessero fare un figlio insieme".

Shalita aggiunse: "Anche io e Leviyah, magari!"

Eliyahu chiese: "Quando vi sposate?"

Shalita rispose: "Fra due mesi".

"Entro due mesi vi trovo il modo di convincere un precursore a cambiare genere. Sarà il mio regalo di nozze", promise Eliyahu, "ma non lo dite a chi mi deve togliere la scomunica! Spinoza non fu solo scomunicato, ma pure aggredito per strada".

Precursori 00009 - Cambio di rotta


Nelle sinagoghe più grandi si prega tutti i giorni, tre volte al giorno almeno, ed Eliyahu si recò alla Congregation Beit Simchat Torah per incontrarvi Shalita.

Shalita non era una donna molto devota, ma era lì insieme con Leviyah per concordare con uno scriba il testo e l'aspetto della ketubbah [il contratto di matrimonio - spesso riccamente miniato] con cui loro due si sarebbero sposate, e quando vide Eliyahu capì che era per una cosa seria.

Gli diede appuntamento fra un'ora, ed Eliyahu passò il tempo scrutando i libri nel negozio annesso alla sinagoga. Si rese subito conto che la sua cultura ebraica aveva bisogno di un aggiornamento, visto che ignorava completamente filosofi ebrei della caratura di Jacques Derrida, Hélène Cixous e Judith Butler, che in quegli scaffali figuravano insieme con il Talmud Babilonese e lo Shulchan Arukh [il più autorevole "testo unico" della legge religiosa ebraica].

In quel negozio non mancavano i libri che trattavano di ebraismo ed identità sessuale, e gli tornò in mente il pensiero che aveva represso il sabato precedente - e se Chana avesse voluto sposare una donna anziché un uomo? Comprò perciò un libro sulle famiglie lesbiche ebraiche ed un altro dedicato ai genitori ebrei ortodossi (anche lui lo era, seppur scomunicato) che hanno a che fare con figli omosessuali, bisessuali e trans.

In quel momento entrarono nel negozio Shalita e Leviyah, salutarono Eliyahu e gli chiesero la sua opinione sulla ketubbah che gli mostrarono.

"Già pronta? Quello scriba è un fulmine!"

"No, Eliyahu," rispose Shalita, "questa è una bozza fatta al computer. La versione ufficiale sarà una pergamena vergata con la penna d'oca".

"Magnifica!", disse Eliyahu, che si mise a leggere il testo del documento, ed osservò: "È una ketubbah egualitaria lesbica - non c'è un marito che compra la moglie, ma due persone di pari status, e genere non precisato, che si impegnano a vivere insieme, ad amarsi, ed a sostenersi per la vita. Mazal tov [Buona fortuna]!"

"Grazie!", rispose Shalita, ed Eliyahu disse: "Se mia figlia sposerà una donna anziché un uomo, so chi le preparerà la ketubbah. Grazie a voi!"

La voce di Eliyahu era quella di chi scherzava su una cosa che temeva, e Shalita disse: "Mar Eliyahu, di queste cose è meglio parlare a quattr'occhi, non le pare? Leviyah, ti spiace se io ed Eliyahu ti lasciamo sola un momento?"

A Leviyah non dispiacque, e quando poterono chiudersi in una saletta riunioni della sinagoga, Shalita chiese: "È sua figlia il problema, od un'altra cosa?"

"Cominciamo dall'altra cosa. I miei esperimenti sui demoni stavano diventando pericolosi, ed ho dovuto interromperli ed esorcizzare casa mia. Non ho ottenuto niente finora. Si può riprenderli in un laboratorio attrezzato e corazzato?"

"Che vorrebbe fare in quel laboratorio?"

"Ehm ..."

Shalita sorrise, ma rispose: "Un laboratorio per questo non ce lo daranno mai. Vediamo invece come sono andati gli esperimenti. Ha almeno tenuto un diario?"

Eliyahu rispose: "Tutte le preghiere e tutti i brani della Torah e della Mishnah sono stati inutili. Quello che avrebbe potuto portare Manhattan in Olanda non ha spostato un diavoluccio!"

Shalita disse: "Allora, non sono i demoni che ci interessano, ma i precursori d'anima umana che lei può far tornare ad essere. Se non si possono spostare i demoni ..."

"In fondo è meglio così", interruppe Eliyahu, "Se un demone è immobile, è più facile evitarlo".

"Appunto. Volevo però dire che forse vale la pena chiedersi se è possibile spostare i precursori già riumanizzati".

"Non so come seguirne i movimenti, e quindi non so se e come si possono spostare".

"Forse non è necessario seguirne i movimenti. Forse siamo in grado di spingerli dove vogliamo noi".

"E come?"

"Se lo ricorda il Salmo 122, 'Gioìi quando mi dissero: "Andiamo alla casa del Signore!"'?"

"Sì. Lei pensa che codesti precursori vadano in pellegrinaggio a Gerusalemme?"

"A stabilirsi a Gerusalemme, anche perché la tradizione ebraica vuole che la resurrezione dei morti inizi proprio dal cimitero sul Monte degli Ulivi. Non è previsto che un corpo risorga senza la sua anima, ma la tradizione cabalistica permette ad un corpo di ospitare più anime".

"Le anime successive alle volte aiutano l'elevazione spirituale, alle volte sono di disturbo e vengono chiamate 'Dybbuk'".

"Esatto. Immaginiamo che noi riusciamo a portare su Giove la macchina per il terraforming e quella per l'incarnazione. Potremmo offrire ad ogni anima un corpo tutto suo senza che aspetti la fine dei tempi".

"Credevo di essere teologicamente temerario, Shalita, ma lei ha idee più pazze delle mie", si complimentò Eliyahu.

Precursori 00008 - Not in My Back Yard!


Mentre tornava a casa, Eliyahu pensò che l'unico modo di fare esperimenti con i demoni era di ... procurarseli, anzi ... produrli.

Ed anche in questo caso ... l'unione fa la forza; curiosamente, riuscì a convincere la solitamente riluttante moglie Bruryah a cooperare.

Prima però dell'inizio ufficiale della produzione, gli venne in mente che non si fa un esperimento se non si può valutarne i risultati.

Come misurare quindi la presenza dei demoni, anche in modo indiretto? Gli venne in mente la locuzione "cos phi" usata da George ed Avigail, e pensò di chiedere alla figlia Dvora, ingegnere aerospaziale.

Dvora gli spiegò i misteri del cos phi, e disse: "Con meno di cinquanta dollari compri un misuratore di cos phi che ti collego io poi all'impianto elettrico di casa. Così puoi fare tutte le misure con comodo".

Eliyahu accettò, e Dvora comprò ed installò il misuratore - appena installato segnava 0,95.

"Strano", disse Dvora, "Non abbiamo 'carichi induttivi', come lampade fluorescenti, grandi motori elettrici, forni ad induzione industriali, od altre cose che riducono il cos phi".

"Credo di sapere perché", osservò Eliyahu, e Dvora finse una smorfia di disapprovazione.

Un paio di settimane dopo, però, la smorfia era diventata di rabbia. Dvora si era alzata prima del padre, e quando lui uscì dalla camera da letto gli si presentò davanti con la faccia ed i capelli bagnati.

"Che ti è successo, Dvora?", chiese lui; lei lo portò in cucina, aprì il rubinetto, ed Eliyahu vide il getto d'acqua che, anziché appiattirsi sul fondo del lavabo ed uscire dallo scarico, rimbalzava come una pallina da tennis. Prima aveva colpito Dvora in faccia, ora Dvora si divertiva a deviarlo con la mano, ed il getto rimbalzava tra le pareti ed il fondo del lavabo come una palla da biliardo tra le sponde.

"Hai visto, papà?"

"Ehm ... direi che non c'è bisogno di studiare fluidodinamica per capire che questo comportamento non è naturale".

"Hai guardato il cos phi stamattina?"

"Che valore ha?"

"0,74. Se accendo lavastoviglie e lavatrice insieme, salta l'interruttore generale, e mi tocca usare il computer a batteria, dopo averlo lasciato in carica l'intera notte. Inoltre il contatore che abbiamo in casa è elettronico, e fa la spia all'azienda elettrica, che ci farà pagare un sovrapprezzo in bolletta perché il nostro cos phi è troppo basso".

"Oops".

"Papà, capisco che la produzione di demoni sia molto appassionante, ma credo che ora stiamo veramente rischiando la pelle. Dovete smetterla ed eseguire un esorcismo".

"La mamma sta ancora dormendo".

"Papà, pregare insieme con te lo posso fare anch'io! Portami il salterio!"

Eliyahu dovette accontentare Dvora, l'acqua del rubinetto riprese a comportarsi nel modo solito, il computer riusciva a funzionare anche a corrente, ed il cos phi era risalito ad 1.

"Mi spiace, pa', ma se vuoi fare esperimenti con i demoni, devi farli in un laboratorio, non mettere a rischio la nostra casa. Io progetto motori per astronavi, ma non li provo mica in camera!"

lunedì 17 luglio 2017

Precursori 00007 - Verso l'infinito


Il venerdì successivo, il coro della Congregation Beit Simchat Torah procedette all'esorcismo della loro vecchia sede nel Westbeth Complex, cantando nella stazione del metrò di Christopher Street. C'era il coro al completo, compresa Shalita, e pure Eliyahu, a cui era stato spiegato che era l'"ultima pulizia" che gli inquilini facevano dopo aver lasciato la loro vecchia casa.

Non c'era Bruryah, la moglie di Eliyahu, che non provava interesse per la demonologia, ed aveva argomentato che il coro ormai sapeva fare tutto da solo, e quindi lei era superflua. In compenso, Eliyahu riconobbe una vecchia fiamma, Avigail.

Si erano conosciuti sotto le armi, perché entrambi si erano arruolati in marina, e servivano nella portaerei Forrestal, lui come ufficiale di rotta, lei come addetta alle trasmissioni. Si erano anche innamorati, ma lei ci teneva a sposare un rabbino di fama, per cui non ebbero mai rapporti completi e dopo il congedo non si videro più.

Avigail si avvicinò a Shalita, si abbracciarono e baciarono con tanto vigore da sembrare amanti più che amiche (Eliyahu non si scompose - la separazione dei sessi tra gli ebrei ultraortodossi faceva sì che le donne tra di loro, e soprattutto gli uomini tra di loro, avessero affettuosità tanto calorose che avrebbero potuto essere scambiate per dimostrazioni d'amore), e Shalita avvicinò Avigail ad Eliyahu dicendole: "Ecco colui a cui dobbiamo tutto questo. Ma credo che vi conosciate già".

Avigail precisò: "Infatti: siamo stati insieme sotto le armi, sulla USS Forrestal. Ciao, Eliyahu, come stai?"

"Bene. Ho moglie e due figlie. Faccio l'assicuratore ora. Immagino saprai anche che mi hanno scomunicato. Se interrompi il colloquio per difendere la tua fama non mi offendo".

"La moglie del Chief Chaplain della US Navy Yaakov Bauer può mandare tranquillamente al diavolo chi osa sparlare di lei. Anzi, vengo a parlarti da parte di mio marito".

"A proposito di che?"

"Demonologia, esorcismi, scomunica, e ... fantascienza".

Eliyahu fu stupito dall'allusione alla fantascienza, guardò Shalita che rideva, e capì che quella era farina del sacco di lei; chiese allora: "Dove ne discutiamo?"

Avigail disse: "Shalita, saluta i tuoi amici del coro e dì loro che cantano meravigliosamente, dopodiché andiamo a mangiare in un ristorante kasher che conosco io. Avverti la moglie, Eliyahu, e togli la batteria dal cellulare".

Si ritrovarono in un ristorante molto lussuoso diviso in piccole stanze separate da pareti molto spesse; l'illuminazione era soffusa e la temperatura gradevole, ma non era possibile guardare fuori. Ed Eliyahu, quando vide i camerieri, pensò: "Sono dei marines distaccati presso la CIA! Che vuole da me Avigail?"

Una volta nella loro stanza, i tre si sedettero al tavolo ed Avigail disse: "Vengo al sodo. Se il Pentagono comprasse i diritti per stampare il tuo rituale, e mio marito con una circolare ne raccomandasse l'adozione a tutte le basi a terra ed alle navi in mare?"

"Mi va bene. Tuo marito mi mandi una richiesta ufficiale, e lo accontento. Non mi metto a tirare sul prezzo. In fin dei conti, è un servizio alla patria".

"Shalita mi ha riferito quello che le hai detto dei demoni che hai studiato. Le hai detto che non si spostano da dove sono stati generati, vero?"

"Spontaneamente no. Sto cercando di capire se c'è modo di muoverli. Che volete fare?"

"Shalita ti aveva detto che era capace di progettare una macchina per accoppiare precursori maschili e femminili creando così anime umane, e dotarle di un corpo umano".

"Sì, ma mi chiedo come farà".

"Diciamo che lei ha tutta un'infrastruttura scientifica e tecnica alle spalle, quindi non ti devi preoccupare", rispose Avigail con il tono di chi difende un grande segreto, e Shalita aggiunse: "Di quanto pensi di poter spostare i demoni?"

"Uh oh ... dove li volete mandare?"

"Su Giove. Sul pianeta Giove", rispose con il tono di voce più naturale del mondo Avigail.

"Giove?!?" chiese Eliyahu, e Shalita rispose: "Quello che stiamo dicendo qui non lo riferire nemmeno a tua moglie, Eliyahu. C'è un progetto per 'terraformare' Giove ..."

"'Terraformare'? Nel linguaggio della fantascienza significa trasformare un pianeta inospitale in un pianeta abitabile come la Terra ... e lo volete fare con Giove? Un pianeta gassoso lontano dal Sole?"

"Gli elementi leggeri si possono trasformare in elementi pesanti", rispose Avigail, "Non è impresa facile, ma è più facile che trasferirvi la popolazione terrestre".

Eliyahu rimase muto e stupefatto per un istante, e disse: "Mi state dicendo che siete in grado, se non ora, molto presto, di 'terraformare' Giove e di creare lì dei corpi umani che possano abitarlo? E poiché quei corpi hanno bisogno di anime, vi state rivolgendo a me per averle?"

Shalita rispose: "Bravissimo! Potresti diventare un Gdol Dor [titolo onorifico per rabbini di grande caratura]! La facciamo togliere la scomunica che ha subìto, Avigail?"

"Sarebbe una bella idea", disse Avigail, "Faccio ora però appello all'assicuratore, non al rabbino; trasferire degli esseri umani perfettamente formati è costosissimo e delicatissimo. Lo sa Eliyahu che premi paga la NASA su ogni volo di umani nello spazio. Se riuscissimo invece a trasferirvi dei puri spiriti, come sono i demoni da riumanizzare od i precursori già riumanizzati, basterebbe trasferire la macchina per incarnarli - con le materie prime che si trovano su Giove".

"E come pagate tutto questo?", chiese Eliyahu, la cui mente stava già contando i miliardi di dollari.

"Sai quanto si risparmierebbe solo a portare il cos phi degli impianti elettrici di questo paese da 0,95 a 0,96? Ed i tuoi esorcismi lo portano ad 1!" rispose Shalita.

"Accetti?" chiese Avigail, ed Eliyahu rispose: "Non so di quanto riuscirò a spostare i demoni ..."

"Anche di un pollice alla volta basta", tagliò corto Shalita, ed Eliyahu accettò.

I camerieri portarono le vivande, si chiusero la porta alle loro spalle, e Shalita chiese ad Avigail:

"Tesoro, so che c'è stato qualcosa tra te ed Eliyahu".

"Perché te l'ho detto io".

"Ma esattamente cosa?"

Eliyahu rispose: "Le cose che possono permettersi due persone di cui una ha paura di generare demoni godendo dentro un preservativo, e l'altra di perdere la possibilità di sposare appunto un Gdol Dor. Ci siamo divertiti, più lei di me, ma ci siamo congedati tecnicamente vergini e da allora non ci siamo più rivisti né parlati fino ad oggi".

Avigail aggiunse: "Questo lo sa anche mio marito. Non sapeva però che mi hai fatto generare un fottìo di demoni sulla Forrestal! Le tue scoperte sono arrivate un po' tardi!"

Eliyahu osservò: "Quella nave è stata ormai smantellata, non è più il caso di esorcizzarla. Spero però che tuo marito diffonda presto il testo dell'esorcismo, e che anche i cappellani cristiani lo adottino".

Shalita chiese: "Se un oggetto in cui sono stati generati demoni viene distrutto - come nel caso della portaerei USS Forrestal - i demoni, che fine fanno?"

Eliyahu rispose: "Si disperdono nello spazio tra la Terra e la Luna. Non si stabiliscono sulle astronavi in transito e sui satelliti in orbita, ma possono comunque danneggiarli. L'esorcismo dovrebbe essere periodicamente praticato anche dagli astronauti per garantirsi una rotta sicura".

Shalita: "Prova a vedere se puoi partire da questa dispersione per spostare deliberatamente dei demoni".

Precursori 00006 - Longwood Avenue


Quando alle 16:00 Eliyahu arrivò alla stazione di Longwood Avenue, sulla linea 6 della metropolitana di New York, sapeva che ci avrebbe trovato sua moglie Bruryah (si erano messi d'accordo sabato sera) e Shalita (gli aveva telefonato la mattina presto chiedendogli se poteva partecipare, ed Eliyahu aveva acconsentito - avvertendola che il rituale sarebbe stato arricchito con tutti i 'Graduali' [Salmi 120-134], per aumentare la potenza), ma non il coro della Congregation Beit Simchat Torah, con tanto di violinisti per sostenere le voci!

"Buongiorno, Mar Eliyahu", disse Shalita, "le presento Andrew, il capo del nostro coro".

"Piacere!", disse Andrew, porgendogli la mano.

"Piacere mio!", disse Eliyahu, lasciandosi fare una stretta di mano "a pesce morto".

"Forse lei non lo sa", continuò Andrew, "Ma venerdì avete esorcizzato anche la nostra sinagoga ..."

"Orpo! È vero, dista meno di un miglio dalla stazione!", rispose Eliyahu dandosi una manata sulla fronte.

"... nonché, i sionisti tra noi ritengono, il Palazzo dell'ONU, perché anche quello era nel raggio d'azione dei vostri Salmi!"

"Effetto non voluto ma sicuramente gradito!" sorrise Eliyahu, che aggiunse: "Volete partecipare all'esorcismo di Hunts Point?"

"Se lei gradisce la compagnia ...", rispose Andrew.

Eliyahu scosse la testa per acconsentire, cominciò a contare le persone del coro e disse:

"Ci sono 10 uomini e 10 donne - compresa Shalita, che mi ha detto di far parte del vostro coro - più due violinisti maschi e due femmine. Nessun uomo è sposato con nessuna donna nel coro, vero?"

"Siamo una sinagoga LGBT - la cancellazione bisessuale è un problema che dobbiamo ancora risolvere", rispose dispiaciuto Andrew.

"Però siamo in almeno 10 persone", osservò Eliyahu, "e quindi c'è 'minyan' [quorum indispensabile per poter recitare in assemblea alcune preghiere - gli ebrei ortodossi contano solo gli uomini], e questo aumenta il raggio d'azione e l'efficacia delle nostre preghiere. Io e mia moglie da soli avremmo un raggio d'azione di 4 miglia, un minyan di 10 uomini accompagnati da 10 donne ha un raggio di 10 miglia!"

Eliyahu non si era accorto di parlare troppo forte per il fervore, ed al gruppo si avvicinò una poliziotta, che disse: "Scusate, parlate piano. Ed avete il permesso per un assembramento dentro la stazione?"

Andrew le mostrò l'incartamento, la poliziotta chiese conferma alla centrale via radio, e poi disse: "L'area a voi assegnata è questa", indicando il muro orientale [gli ebrei della Diaspora pregano verso il meridiano di Gerusalemme - verso est quindi in Italia ed USA], e precisò: "Qui dice che dovete disporvi in due file, e che avete due ore di tempo per la vostra funzione. Nel frattempo terrò alla larga i disturbatori".

Non c'era lo spazio per mettersi in colonna, per cui il coro si dispose su due righe, con questa disposizione in ognuna: 3 cantori, 1 violinista, 2 cantori, Eliyahu nella fila dei maschietti oppure Bruryah nella fila delle femmine, 2 cantori, 1 violinista, 3 cantori.

Dopo le benedizioni introduttive ("Benedite il Signore benedetto"; "Sia benedetto il Signore in eterno e per sempre!"), il coro cantò i 'Graduali' [Salmi 120-134].

Al termine, stavano per passare all'Hallel [Salmi 113-118] ed al Grande Hallel [Salmo 136] - per festeggiare la liberazione del popolo ebraico, e quindi anche degli stessi demoni dalla loro degenerazione, ma Eliyahu alzò la mano, strizzò l'occhio ad Andrew e disse: "Se c'è minyan ..."

"... recitiamo anche il Kaddish! Giusto! Ragazze e ragazzi, che sia il migliore della vostra vita!", rispose Andrew.

Dopo il Kaddish, che inizia con "Sia esaltato e santificato il Suo grande Nome ...", il coro riprese a cantare i salmi prescritti, al termine dei quali recitò nuovamente il Kaddish, cantando l'ultima strofa che recita: "Lui che fa la pace nei Suoi alti luoghi, faccia la pace per noi, per tutto Israele, e per tutti gli esseri umani, e diciamo Amén".

Il rito era terminato, Andrew ringraziò la poliziotta che, pur digiuna di ebraico, si era commossa ascoltando il coro, e tutti salirono sul treno per tornare a casa.

Eliyahu si avvicinò a Shalita e le disse: "La devo proprio ringraziare. Senza di lei, il coro non sarebbe venuto, e ci saremmo trovati solo io e mia moglie a fare un piccolo culto".

"Lei è stato magnifico e ci dispiace che sia stato scomunicato. Se gli esorcismi hanno avuto successo, vuol dire che lei aveva ragione. Però, una domanda: e le persone che sfuggono al binarismo dei generi, che ruolo giocano in questo rituale?"

"Shakespeare scrisse: 'Ci sono più cose in cielo ed in terra, Orazio, che in tutta la tua filosofia', e per questa volta gli do ragione. Approfondiremo, questo è quello che posso dirle onestamente".

domenica 16 luglio 2017

Precursori 00005 - Dopo l'Havdalah


In una sinagoga il sabato viene chiuso con una cerimonia chiamata "Havdalah = Separazione [del sabato dal resto dei giorni]", ed il CBST Shop, il negozietto di libri ed articoli religiosi interno alla Congregation Beit Simchat Torah, riapre subito dopo. Shalita voleva comprare un 'tallit' [scialle da preghiera ebraico - tra gli ortodossi lo indossano solo i maschietti] ed un libro femminista per la nipotina, e la cassiera Margolis commentò: "Caspita! Oggi il registratore di cassa funziona a meraviglia! Ha preso subito la tua carta di credito senza farci impazzire. Esther, hai fatto un miracolo di Purim fuori stagione?!?"

L'Esther in questione era la responsabile della sicurezza informatica della congregazione, che dentro il negozio stava guardando attonita il suo smartphone, e subito fece una telefonata:

"Divisione cibercrimine dell'FBI? Posso parlare un attimo con Helen e Charles? Ah, siete voi. Vi siete collegati ai nostri computer con le credenziali che vi abbiamo dato?Avete visto che cosa è successo loro? Ah, con la scusa che non siete ebrei ci state lavorando da venerdì pomeriggio? Mi state dicendo che voi vedete quello che vedo io e che i log di sistema dicono proprio la verità? Che il server centrale, verso le 15:33 di venerdì, ha iniziato ad autobonificarsi ed a bonificare tutto quello che era online mettendo in quarantena un sacco di malware? Ah, c'era anche del malware russo - piantato dagli sgherri di Putin, scommetto, per sorvegliare il nostro gruppo di aiuto ai richiedenti asilo LGBT russi [molte cose nel racconto sono inventate, ma questo gruppo esiste davvero]. E dite che da quel momento in poi i nostri computer funzionano egregiamente, e prendono allegramente a calci in culo tutti gli hacker che tentano di penetrarli? Ah, uno particolarmente molesto si è trovato la casa in fiamme perché un software di difesa israeliano si è improvvisamente attivato, ha hackerato la sua cabina elettrica, e gli ha mandato in casa una sovratensione che gli ha arrostito il lettore DVD-BlueRay proprio mentre c'era dentro un film porno? Ahahah! Ben fatto!"

"Esther! Contegno! Siamo in una sinagoga, non in un locale per 'dykes' [camioniste]!", rispose Margolis, mentre Shalita tirò fuori il biglietto del metrò dalla borsa, e lesse l'ora di uscita - le 15:45, compatibili con il tempo perso aspettando un treno e scendendo poi alla 33ma Strada - Herald Square. Shalita chiese a Margolis: "Quanto dista da qui la stazione sulla 42ma Strada - Bryant Park?"

Il registratore di cassa era un iMac modificato, per cui Margolis potè subito risponderle: "5/8 di miglio in linea d'aria. Vuoi la distanza a piedi?"

"Grazie, basta così!", rispose Shalita con tanto fervore da attirare l'attenzione di Esther, che le chiese: "Shalita, sai qualcosa che mi riguarda? Se mi hai sentito mentre parlavo al telefono, avrai capito che è una cosa maledettamente seria!"

Shalita raccontò tutto ad Esther, che riassunse: "Mi stai dicendo che tu ed il signor Eliyahu avete tentato di esorcizzare la 42ma Strada Ovest, e poiché questo edificio è a meno di un miglio dalla stazione in cui avete pregato, avete esorcizzato anche noi senza volerlo?!?"

"Non ci avevamo neanche pensato", rispose Shalita, aggiungendo: "Leviyah scherzando diceva che anche qui occorreva ripetere l'esorcismo. Non ci è venuto in mente di controllare tutta l'area interessata dalle nostre preghiere, anche perché eravamo convinti di non far male a nessuno".

Esther ribattè: "Sono una razionalista e poco disposta a credere a queste cose, ma quello che è successo è inspiegabile".

"Oh, questo spiegherebbe anche un'altra cosa", intervenne Margolis, osservando malignamente: "Secondo Google Maps, il Palazzo dell'Onu è ad un miglio scarso da quella stazione del metrò, e da venerdì pomeriggio i rappresentanti ONU cominciano a dire cose sensate su Israele".

Esther proruppe nella benedizione "Shehecheyanu", il cui testo è: "Benedetto sii Tu, Signore Dio nostro, Re dell'Universo, che ci hai creati, che ci hai fatti vivere e ci hai fatti giungere a questo momento!"

È la benedizione per i momenti particolarmente felici, e Margolis e Shalita confermarono con un "Amén".

Esther si ricompose e chiese: "E se facessimo ripetere l'esorcismo in un'altra parte di New York, giusto per verificare se è davvero efficace?"

"Eliyahu dice che lo ripeterà lunedì nella stazione di Longwood Avenue, sulla linea 6, per esorcizzare Hunts Point, nel Bronx", rispose Shalita.

"E se gli dessimo una mano?", propose Margolis.

Precursori 00004 - Un sabato tranquillo


Tornato a casa appena prima che il tramonto del sole gli impedisse di far scattare la serratura elettrica del portone, Eliyahu trovò la tavola imbandita e la moglie Bruryah che aveva già acceso le candele come previsto dal rituale dello Shabbat, e messo il cibo in forno per tenerlo caldo.

"Scusa, caro", disse Bruryah, "Ma non sapevo a che ora saresti tornato, ed ho preferito prendermi avanti".

"Giusto - di Shabbat non si può accendere il fuoco né cucinare", rispose grato Eliayahu. Egli prese il libro di preghiere, recitò quelle dell'inizio del Sabato, insieme con le figlie Chana e Dvora (la moglie Bruryah preferiva rimanere in silenzio), le benedizioni prima del pasto, e poi tutti mangiarono l'eccellente cibo cotto dalle tre donne di casa.

"Papà, com'è andata con quella giornalista?" chiese Dvora, ed Eliyahu rispose: "È un medico che canta anche nel coro della Congregation Beit Simchat Torah, la famosa sinagoga LGBT. Le ho chiesto se poteva cantare i salmi che avevo individuato insieme con me, e ci siamo trovati a cantarli sulla banchina della stazione sulla 42ma - Bryant Park. Ora dobbiamo scoprire se abbiamo avuto successo".

"Mi devi scusare se non sono venuta," disse Bruryah, "Ma non sono brava a cantare, e dovevo terminare le pulizie prima del tramonto".

"Nessun problema", disse Eliyahu - ma era una bugia bianca. Sapeva che sua moglie non stava bene, e che probabilmente aveva avuto un'indisposizione che non osava confessare, ma lui voleva una moglie attiva, come molte ebree che ammirava, e sentiva il bisogno di averla al suo fianco nei momenti importanti.

Aveva dovuto fare una cosa importante insieme con una donna che conosceva appena, quel pomeriggio - con sua moglie l'efficacia sarebbe stata maggiore e più certa.

Dopo cena, le figlie gli chiesero una lezione di Talmud, trattato Bava Batra, ed Eliyahu spiegò loro al meglio il foglio del giorno. Bava Batra ha a che fare con il diritto di proprietà, e non è normalmente considerato un trattato adatto alle signore - perché i "Saggi di Benedetta Memoria" non volevano che le donne acquisissero il medesimo status degli uomini studiando tutta la Torah; ma Eliyahu pensava che codeste norme avessero fatto il loro tempo, e le sue figlie Chana e Dvora erano laureate in ingegneria (software la prima, aerospaziale la seconda), dimostrando così di saper mangiare i fagioli in testa a molti uomini.

Shalita studiava il Talmud nella sua congregazione? Si chiese Eliyahu, e si rispose: "Dipende solo da lei". Il pensiero che probabilmente non era eterosessuale non lo assillò - la religione ebraica dà molto meno peso ai rapporti tra donne rispetto a quelli tra uomini (l'uomo colto sul fatto rischia la lapidazione o la precipitazione; la donna colta sul fatto la fustigazione), e questo era la prova, agli occhi di Chana, che il problema non era la sovversione di un ordine naturale (come per i cristiani), ma il timore che gli uomini fossero demotivati a riprodursi, qualora fosse stato consentito di divertirsi tra loro.

Come mai Chana aveva tanto interesse alla questione? Si chiese Eliyahu; certo, New York era una città progressista, e lo erano pure molti suoi ebrei, ma forse c'era del personale in questo. Si chiese Eliyahu se non avesse dovuto prepararsi alla possibilità che Chana sposasse una donna anziché un uomo, ma trovò il pensiero insopportabile e decise di rimandarlo ad un altro momento. Il suo mestiere di assicuratore gli imponeva di valutare a mente fredda gli eventi rari, si disse, e perciò quest'eventualità sarebbe stata valutata, insieme con gli altri, lunedì - giorno di lavoro.

Era ormai ora di andare a letto - lo segnalavano gli interruttori automatici che lampeggiavano per segnalare che tra mezz'ora le luci di casa si sarebbero spente [è vietato infatti di sabato azionare un interruttore elettrico, salvo ovviamente per salvare una vita; la maggior parte delle famiglie ebraiche perciò lascia la luce accesa in bagno, e nelle altre stanze mette dei timer che spengono la luce ad ore prefissate - le macchine non sono tenute al riposo sabbatico, per fortuna], ed Eliyahu e Bruryah fecero lì l'amore.

Fu una cosa tranquilla. Loro due si "conoscevano" da trent'anni ormai, i loro corpi si erano un po' avvizziti, ma nulla di quello che li aveva attirati la prima volta era scomparso; Eliyahu sapeva ormai come soddisfare Bruryah, ma lui sentiva che il diminuire dell'intesa familiare stava influenzando anche la loro intesa sessuale.

Sapeva di dover molto a sua moglie, e non osava parlarne, ma le figlie avevano lasciato capire che anche loro se ne stavano rendendo conto, pur non osando ovviamente intromettersi.

La scomunica aveva peggiorato la situazione in modo paradossale: la moglie avrebbe potuto approfittarne per chiedere il divorzio, ma non lo fece, e vietò alle sue amiche di parlar male di Eliyahu. Questi si rese conto di aver perso tutti gli amici e pure alcuni clienti importanti, per cui non se la sentiva di lasciare la moglie proprio in questo momento. E le figlie avevano vinto un dottorato, e non se la sentiva di spendere per una causa di divorzio i soldi che sarebbero meglio serviti a loro.

La notte non portò consiglio, ed il giorno di sabato trascorse tranquillo, con Eliyahu che recitava le medesime preghiere e leggeva i medesimi libri che avrebbe letto in sinagoga, in attesa del tramonto del sole.

Poco dopo il tramonto della fine del sabato, suonò il telefono.

"Ciao, George, come va?" chiese Eliyahu, e James rispose: "È l'ultima volta che lavoro di sabato per farti un piacere, Eliyahu. Ma devo offrirti una cena ad un 'Kosher Deli', perché sembra che tu ci abbia risolto un problema".

"L'esorcismo ha funzionato?!?"

"Pare di sì. Dal momento in cui avete detto l'ultimo 'Amen', nel raggio di un miglio intorno alla stazione della 42ma - Bryant Park sono scomparse le microinterruzioni di corrente, i disturbi di linea sono cessati, la frequenza di rete è diventata di 60 Hz sinusoidali dai 55 triangolari che erano, ed il cos phi è arrivato ad 1 - di solito è 0,95 [semplificando parecchio, il cos phi o 'fattore di potenza' è un coefficiente di rendimento di un impianto elettrico a corrente alternata, che viene ridotto da alcuni apparecchi elettrici, di cui i più comuni in casa sono le lampade fluorescenti e gli alimentatori per computer e telefonini. Si può contrastare questo effetto, ma dubito che gli apparecchi di peggior qualità rispettino le apposite norme]. Due persone cantando per mezz'ora hanno riparato avarie per cinque milioni di dollari!"

Eliyahu quasi svenne per la contentezza e chiese: "E se noi ripetessimo l'operazione in altre stazioni della metropolitana?"

"Vi ci faccio portare in Rolls Royce, se ci fate questo favore!", rispose George prima di riattaccare.

Eliyahu disse a Bruryah: "Amore, ti prego, non puoi rifiutarti di venire con me lunedì alla stazione di Longwood Avenue. L'estremità di Hunts Point, la zona a luci rosse del Bronx che devo bonificare, dista dalla stazione quasi due miglia; non posso chiedere a quella giornalista di aiutarmi di nuovo, mi servi proprio tu!"

"Va bene, vengo!", disse un po' stizzita ed un po' rassegnata la moglie.

Precursori 00003 - Congregation Beit Simchat Torah

[Puntata precedente]


Nei pochi minuti a piedi tra la stazione e la congregazione, Shalita ripensò alla stretta di mano ed al saluto di Eliyahu.

La stretta di mano è una cosa che gli ebrei più osservanti evitano, e toccare una donna che non è la propria moglie è un tabù. Ed augurare ad una donna che frequenta una sinagoga LGBT un "sabato benedetto" significa approvare il suo "stile di vita".

Cosa era successo ad Eliyahu? Forse lo avevano scomunicato per cose più importanti delle sue idee sulla genesi delle anime e dei demoni. O sull'efficacia della preghiera delle donne.

La porta della sinagoga era aperta, e la guardia, occupata a frugare nelle borse di un gruppo di turisti, la fece passare; sulle scale Shalita incontrò Leviyah, la sua donna, e la baciò.

Leviyah le chiese: "Hai intervistato Eliyahu?", e Shalita rispose: "Mi ha anche convinto a cantare l'Hallel ed il Grande Hallel nella stazione della 42ma per rendere nuovamente umani i demoni creati in quella strada quando veniva chiamata 'The Deuce".

Anche il capo del coro Andrew era sulle scale, chiese loro di che stavano parlando, e poi disse: "Mah, nella nostra vecchia sede al Westbeth Complex, in Bethune Street, al Greenwich Village, ci siamo dati da fare per 40 anni. Non avevamo altro luogo in cui farlo al sicuro, e probabilmente abbiamo creato più demoni di quanti soldati abbia la Cina. Non possiamo invitare quel signore a cantare nella stazione di Christopher Street, che dista un quarto di miglio dalla nostra vecchia sede?"

"Dici che ce n'è bisogno?", chiese Shalita, ed Andrew rispose: "I marinai evitano di approdare lì vicino perché dicono che lì perfino il sonar funziona male, e rischiano di colare a picco la loro nave".

"Forse sarebbe il caso di fare l'esorcismo anche qui", osservò Leviyah, ed Andrew rispose: "Ah, ci siamo tanto imborghesiti negli ultimi tempi - non credo che succedano più queste cose ..."

"Parla per te!", disse Shalita sorridendo, ed Andrew, affettando stupore, rispose: "Ma davvero? Eh, già, voi non avete bisogno del preservativo per farlo - gli addetti alle pulizie non se ne accorgono".

"Sta facendosi tardi", intervenne Leviyah, "Andiamo a cantare il Lekha Dodi. Siam qui per questo!"

All'ultima strofa di quel canto il "qahal = assemblea liturgica" si alza e si volta verso la porta, come se da essa entrasse la Sposa, la Regina Shabbat - ma Shalita pensò per un attimo che sarebbe entrato Eliyahu.

sabato 15 luglio 2017

Precursori 00002 - Bonifica


Parlando parlando, Eliyahu e Shalita erano arrivati alla stazione Jamaica - 179ma Strada, il capolinea nord (a Queens) della linea metropolitana F di New York; Eliyahu guardò il cellulare prima di scendere le scale (è vero, dal Gennaio 2017 ci sono dei ripetitori in tutta la rete metropolitana, e pure il WiFi, ma Eliyahu non ci aveva ancora fatto l'abitudine), e vide un messaggio di sua moglie; chiese allora a Shalita:

"Mi perdoni, lei saprebbe cantare l'Hallel [i Salmi da 113 a 118] ed il Grande Hallel [Salmo 136]?"

"Sì, canto nel coro di Congregation Beit Simchat Torah, la famosa sinagoga gay. Ma lei, che è 'Modern Orthodox', non dovrebbe trovare impura la voce di una donna?"

"Mi hanno scomunicato. E mi serve la sua voce per ciò di cui abbiamo parlato finora".

"Cioè?"

"Allora, quei salmi sono il rituale che serve per riumanizzare i demoni di cui parlavamo. Ma non ci riescono, sebbene sia prescritto cantarli in molte occasioni gioiose - perché per far ciò devono essere cantati, con la specifica 'kawwanah' [intenzione], da coppie di uomini e donne. E nelle sinagoghe ortodosse questo non è permesso".

"Vuole che cantiamo insieme adesso?"

"Non qui - dentro la stazione della 42ma Strada - Bryant Park. Poi io risalgo in treno e scendo a Ditmas Avenue Station (a Brooklyn) - lei può tornare a casa, oppure scendere alla 33ma Strada - Herald Square, che è la stazione della linea F più vicina alla sua sinagoga".

"Si può fare. Ci vuole mezz'ora da qui ad arrivare alla 42ma Strada - Bryant Park, possiamo nel frattempo fare delle prove. Ma perché vuol cantare proprio lì?"

"Quando avevo la sua età, la 42ma Strada Ovest era la zona a luci rosse di New York. Ora è stata 'gentrificata', ma i demoni creati allora sicuramente continuano a dimorarvi".

"Forse bisognerebbe cantare i Salmi passeggiando lungo la 42ma Strada".

"I salmi sono efficaci da dove poggiano i piedi i cantori in su. I demoni creati nei sotterranei non ne subirebbero l'effetto."

"Non credo ne siano stati creati tanti in una stazione della metropolitana".

"Giusto, non gliel'ho detto. Una coppia di persone che si sono solo parlate tra loro può riumanizzare tutti i demoni nel raggio di un miglio americano [1,60934 km]. La 42ma Strada Ovest è appena più lunga."

"Capperi! Perché ha precisato 'persone che si sono solo parlate tra loro'?"

"Cantassi insieme con mia moglie, l'efficacia si estenderebbe per quattro miglia di raggio. Ma mia moglie oggi non può. Canteremo domenica nella stazione di Longwood Avenue sulla Linea 6."

"Come mai?"

"È la stazione più vicina a Hunts Point, nel Bronx, l'attuale zona a luci rosse della città".

"Lei vuole dunque bonificare New York City approfittando della sua metropolitana?"

"Beh, il Salmo 130 inizia con: 'Dalle profondità ti ho invocato, o Signore'. Anzi, premettiamolo all'Hallel".

"Non sarebbe il caso di cantare tutti i 'Graduali' [Salmi 120-134]?"

Eliyahu rise e disse: "Quelli si cantavano quando si saliva al Tempio di Gerusalemme; cantarli quando si scende in metropolitana mi pare incongruo".

"Il Salmo 127, che fa parte dei 'Graduali', veniva usato anche a scopo esorcistico", ribatte Shalita, ed Eliyahu osserva: "In effetti sarebbe d'aiuto, anche perché allude alla gioia della procreazione. Cantiamolo tra l'Hallel vero e proprio ed il Grande Hallel. Ma non aggiungiamone altri".

"Sì, perché sarebbero altrimenti troppo lunghi ed il tempo stringe", rispose Shalita.

I due presero il treno, si accordarono su una melodia ashkenazita nota ad entrambi, ed una volta a destinazione cantarono così bene che dovettero dissuadere gli altri passeggeri dal dar loro l'elemosina.

"Come facciamo a sapere se abbiamo fatto un buon lavoro?" chiese Shalita ad Eliyahu, e questi rispose: "Questi demoni creano microinterruzioni di corrente e disturbi di linea. Ho degli amici che lavorano nel settore, e lunedì mi diranno se dopo la nostra canzone la situazione è migliorata in questa zona".

I due risalirono sul treno, ed alla successiva fermata, quella sulla 33ma Strada - Herald Square, la più vicina alla Congregation Beit Simchat Torah, Eliyahu strinse la mano a Shalita augurandole 'Shabbat Shalom u-Mevorakh = Un Sabato di Pace e Benedizione" mentre lei scendeva dal treno.

venerdì 14 luglio 2017

Precursori 00001 - Primo incontro


Mar Eliyahu aveva appena avviato lo shutdown dei computer della sua agenzia di assicurazioni, in previsione dello Shabbat, quando entrò Shalita.

Gentilmente le disse: "Mia signora, ora è venerdì pomeriggio e la mia agenzia sta chiudendo per permettermi di tornare a casa in metrò prima del tramonto del sole. Può ripassare lunedì mattina alle nove?"

"Non devo parlare di assicurazioni. Devo parlarle di Torah", rispose Shalita, ed Eliyahu rispose: "Di Torah si può parlare per tutto l'anno, ma ora dobbiamo uscire perché fra poco si innesta l'allarme. Mi segue fino a casa?"

Shalita accettò, ed i due uscirono dall'agenzia. Eliyahu passò davanti alla sua banca, depositò i valori nella cassa continua, e disse a Shalita: "Di che vuol parlarmi? Lo sa che ora mi chiamo Mar = signore e non Rav = rabbino perché sono stato scomunicato con lo stesso herem inflitto a Spinoza?"

"Lo so, e volevo parlarle proprio di questo. Sono una giornalista, mi chiamo Shalita, e quello che ho sentito mi ha parecchio incuriosito."

"Molto semplicemente: la nostra religione vieta di disperdere il seme, ed uno dei motivi è la convinzione simil-aristotelica che nel seme ci siano già degli homuncoli che attendono di entrare nel corpo di una donna per svilupparsi in embrioni, feti, bimbi, ecc. Se codesti homuncoli vengono espulsi fuori dalla vagina, possono diventare invece dei demoni pericolosi".

"Una concezione di origine persiana", osserva Shalita, "che nello Zend Avesta motiva un analogo divieto contro i rapporti anali".

"Non conosco Zarathustra", risponde Eliyahu, "ma sono stato impressionato dal racconto Dal diario di un non-nato di Isaac Bashevis Singer, che narra la storia di un siffatto prodotto della masturbazione, mezzo demone e mezzo spirito. Studiando, studiando e studiando, sono giunto alla conclusione che c'è un rituale che permette di riportare codesti esseri allo stato originario di precursori di anime umane, in attesa che un'apposita apparecchiatura di là da venire li riunisca a coppie e ne faccia esseri umani in carne ed ossa".

"Sorbole! E per questo l'hanno scomunicata?"

"No. Mi hanno scomunicato perché ho postulato una parità dei generi che a giudizio dei miei ex-colleghi non c'è nella Qabbalah".

"Ecco, mi spieghi meglio".

"Dal punto di vista medico, gli homuncoli non esistono. Gli spermatozoi sono aploidi, portano con sè solo la metà del patrimonio genetico umano, e solo una porzione dell'anima umana. Se questa porzione non si unisce con la sua compagna, degenera in un demone".

"Eh, già. In ginecologia capita lo sfortunato caso dell'uovo che prima della fecondazione perde i cromosomi materni e, penetrato da uno spermatozoo, si ritrova con solo quelli paterni, e si sviluppa diventando una mola idatiforme completa, non un bambino".

"Ah, ma lei è un medico!"

"Sì, ma preferisco la divulgazione scientifica e la ricerca", osserva Shalita, che aggiunge: "E quindi lei pensa che anche le donne producano dei precursori dell'anima umana. In che circostanze?"

"Non solo con il ciclo mensile, ma anche ogni volta che esse hanno un orgasmo. Anche quando spontaneo, lesbico od autoprocurato. I precursori femminili dovrebbero essere in numero pari a quelli maschili".

"Da quel che mi dice, ci sono molti più precursori di anime umane che esseri umani effettivamente nati. Se venisse costruita quell'apparecchiatura, il mondo riuscirebbe a mantenerli tutti?"

"Questo è un altro problema. Io voglio che diventi tecnicamente possibile riunire un precursore maschile ad un precursore femminile, e far incarnare l'anima così riunita".

"Se non è possibile incarnare tutte codeste anime, quali vorrebbe far nascere?"

"Le anime ebraiche. Vorrei rimpinguare i vuoti causati da Hitler e dai nemici del popolo ebraico, dal Faraone fino all'ISIS".

"Io sarei pronto ad aiutarla, perché credo di saper progettare questa macchina. Ma lei mi deve promettere che non cercherà di selezionare le anime per sesso ed etnia".

"Si può fare - ma per avere 6 milioni di anime ebraiche dovremmo dar vita ad 812 milioni di persone, se il rapporto tra ebrei e non ebrei sarà pari a quello del 1939! Dove li mettiamo?!?"

"Non mi dica che mentre costruiamo la macchina unificatrice l'uomo non colonizzerà nuovi mondi! Non ho mica detto che la macchina sarà pronta domani".